80% vaccinati a settembre
- direzione167
- 5 giu 2022
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L’OBIETTIVO DEL GOVERNO PER “EVITARE CHIUSURE”. DRAGHI: GREEN PASS STRUMENTO DI LIBERTÀ

di Matteo Guidelli
ROMA. Entro settembre sarà vaccinato l’80% della popolazione con più di 12 anni ma l’obiettivo è superare questa cifra e recuperare, grazie all’estensione dell’obbligo del green pass a tutti i luoghi di lavoro, quei 4,1 milioni di dipendenti pubblici e privati che non si sono ancora vaccinati, per arrivare vicino al 90% della platea. Perché tenere sotto controllo la curva dei contagi è l’unico modo per evitare nuove chiusure. Davanti agli imprenditori di Confindustria in assemblea e ai leader sindacali, il presidente del Consiglio Mario Draghi ribadisce gli impegni presi dal governo con la campagna di vaccinazione e difende ancora una volta la scelta del green pass: “è uno strumento di libertà e sicurezza, per difendere i cittadini e i lavoratori a tenere aperte le scuole e le attività economiche”. I dati dicono che ad oggi hanno completato il ciclo vaccinale oltre 41 milioni di italiani, quasi il 77% della popolazione over 12. L’’80% entro la fine di settembre è dunque a portata di mano anche se ora l’obiettivo è un altro. “Siamo vicini a raggiungere e poi superare l’obiettivo che ci eravamo posti” dice non a caso Draghi spiegando anche che il motivo della necessità di andare oltre quella percentuale va ricercato nella variante Delta, molto più contagiosa delle altre. Stando all’ultimo report elaborato dalla Fondazione Gimbe, però, le cose sembrerebbero non andare nella direzione auspicata dal governo: nelle ultime due settimane, afferma il dossier, c’è stato un crollo dei nuovi vaccinati, con una riduzione del 41% rispetto alla fine di agosto, con 486mila prime dosi nell’ultima settimana, dal 15 al 21 settembre, mentre in quella dal 30 agosto al 5 settembre erano state 831mila. In realtà i dati del governo dicono altro: dal 16 settembre, quando si è riunito il Consiglio dei ministri che ha esteso il green pass a tutto il mondo del lavoro, al 22 settembre, la prima dose e la dose unica sono state somministrate a quasi 494mila persone, con una media di oltre 70mila italiani al giorno. Nella settimana che ha preceduto il Cdm, dunque quella dal 10 al 16 settembre, sono invece 431mila le prime dosi o le dosi uniche somministrate, con una media di 61.500 al giorno. Nell’ultima settimana c’è stato dunque un incremento di prime dosi rispetto a quella precedente di quasi 63mila. Significa che un effetto c’è stato anche se è ancora presto per capirne la portata. Per questo Draghi continua a insistere sulle vaccinazioni, assicurando che se si riuscirà a “tenere sotto controllo la curva del contagio” allora “potremo allentare ulteriormente le restrizioni che sono ancora in vigore, nei cinema, nei teatri, negli stadi e negli altri spazi di sport e cultura”. Su questo il governo si è già dato una data: entro il 30 settembre il Comitato tecnico scientifico dovrà esprimere un parere proprio sulle “misure di distanziamento e protezione in tutti quei luoghi nei quali si svolgono attività culturali, sportive sociali e ricreative”. Il ministro della Cultura Dario Franceschini è stato sentito oggi dagli esperti e ha ribadito la sua richiesta di superare i limiti per arrivare al 100% della capienza, con l’obbligo del pass e della mascherina. Stessa posizioni delle Regioni che hanno chiesto al governo di portare, a partire da ottobre, la capienza all’80% per poi arrivare, “in un breve arco temporale”, ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga al 100%. L’orientamento del Cts, secondo quato si apprende, sarebbe quello di alleggerire le misure, anche se con gradualità e con capienze diverse a seconda dell’evento. Probabile dunque che arrivi il via libera per portare la capienza all’80% in cinema e teatri, mentre per gli stadi la percentuale potrebbe essere più bassa. Una decisione definitiva, in ogni caso, ancora non c’è e il confronto andrà avanti anche nei prossimi giorni. Il premier dovrebbe riunire i ministri il primo ottobre ed è probabile che le eventuali decisioni diventino operative a partire dal 15, lo stesso giorno in cui entrerà in vigore l’obbligo del pass nei luoghi di lavoro. Sul quale però resta ancora tensione nella maggioranza. “Stiamo vivendo veramente un periodo cupo dove c’è il pensiero unico. La salute è fondamentale, la vita è fondamentale, il lavoro è fondamentale. Non si possono escludere dalla vita e dal lavoro milioni di italiani dalla sera alla mattina” ha detto il leader della Lega Matteo Salvini definendosi ‘free vax’. La replica è arrivata dal segretario del Pd Enrico Letta: “non esiste il concetto di free vax. Free vax vuol dire no vax. Quindi credo che in questo senso l’ambiguità che la Lega sta interpretando sia veramente qualcosa di molto negativo per il Paese”.
















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