“Emblema dei morti sul lavoro”
- direzione167
- 5 giu 2022
- Tempo di lettura: 2 min
MARCINELLE/IL PRESIDENTE MATTARELLA RICORDA LE VITTIME, 136 ERANO ITALIANE

BRUXELLES. Sono le otto di mattina quando le campane del Bois du Cazier di Marcinelle, nel cuore del Belgio, suonano 262 rintocchi. Uno per ogni minatore che sessantacinque anni fa perse la vita intrappolato senza più scampo nell’incendio divampato nella cava. Di quei lavoratori, 136 erano italiani. E il ricordo del dramma diventa oggi “l’emblema” di quanti hanno perso e ancora perdono la vita sul luogo di lavoro. Il “pensiero più rispettoso e la vicinanza” dell’Italia intera ha raggiunto i familiari delle vittime e le associazioni di minatori, raccolti nel sito ora patrimonio Unesco in Vallonia, tramite la voce del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che dall’Italia ha voluto inviare il suo messaggio per commemorare l’anniversario diventato nel tempo anche ‘Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo’. Dai tragici eventi del Bois du Cazier “l’Europa ha appreso l’importante lezione di dover porre diritti e tutele al centro del processo di integrazione continentale”, ha osservato il capo dello Stato, evidenziando che “gli ambiziosi traguardi” del post-pandemia “non potranno essere raggiunti senza un responsabile sforzo, individuale e collettivo” che prenda esempio da “quella responsabilità esercitata dai tanti lavoratori italiani che hanno percorso le vie del mondo”. Tra loro ci sono stati anche i minatori caduti a Marcinelle, “un tassello fondamentale della nostra identità, della nostra storia di migranti troppo spesso dimenticati” che “ci esorta a mettere costantemente in primo piano il tema della sicurezza sul lavoro”, ha ammonito il presidente della Camera, Roberto Fico, definendo le tutele “un principio inderogabile per una democrazia”.Anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, si è appellato alla promozione di “un lavoro equo, tutelato e sostenibile” da mettere al centro dei Recovery plan nazionali per dare una nuova spinta all’economia europea affossata dal Covid. E poiché “non può esserci ripresa senza lavoro”, ha asserito direttamente da Marcinelle il sottosegretario Benedetto Della Vedova, quella della sicurezza è “una battaglia di civiltà”. Soprattutto perché, ha ricordato la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, “di lavoro si continua a morire”. E questo fa sì che il dramma minerario del Bois du Cazier, seppur “lontano nel tempo” sia ancora “tristemente vicino ai problemi del presente”. Rammentando il legame tra lavoro, ricostru- zione, integrazione e accoglienza. “Noi continuiamo a rendere onore a quelle vittime, simbolo del sacrificio dei lavoratori italiani nel mondo”, ma nessun paragone tra “quegli italiani, emigrati per migliorare la loro condizione e quella della nazione che li ospitava, e chi sbarca illegalmente ogni giorno” sulle coste italiane, ha scandito la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, mentre il capo della Lega, Matteo Salvini, ha voluto rivolgere “un pensiero alle famiglie di tutti gli italiani caduti sul lavoro, in Patria e all’estero”. Nel secondo dopoguerra furono 140mila gli italiani che arrivarono in Belgio per diventare ‘gueules noires’, musi neri, in virtù di un’intesa che prevedeva l’invio di duemila minatori a settimana in cambio di 200 chili di carbone al giorno a emigrato per spingere la ripresa di un’Italia distrutta dal conflitto. Le memorie di quanto accadde nel sottosuolo aprirono gli occhi “sulle orribili condizioni di vita” di quei “nobili lavoratori che resero grande tutta l’industria europea”, ha ricordato il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani.
















Commenti