Gli ingegneri delle molecole
- direzione167
- 5 giu 2022
- Tempo di lettura: 2 min
NOBEL CHIMICA/IL PREMIO ALL’AMERICANO MACMILLAN E AL TEDESCO LIST

ROMA. Celle solari di nuova generazione, batterie più efficienti, farmaci o mariali più leggeri e resistenti: adesso è pos- sibile ottenerli velocemente e nel rispetto dell’ambiente grazie alla tecnica messa a punto da Benjamin List e David MacMillan, premiati ieri con il Nobel per la Chimica. E’ un altro Nobel alla chimica verde, dopo quello assegnato nel 2018 agli americani Frances H. Arnold e George P. Smith e al britannico Sir Gregory P. Winter. Allora erano stati premiati enzimi di nuova generazione e la tecnica che trasforma i virus che infettano i batteri in fabbriche di proteine. Quest’anno è stata premiata la rivoluzione della catalisi, ossia del processo che controlla e velocizza le reazioni chimiche. Veri e propri ingegneri delle molecole, List e MacMillan hanno trovato il modo di rendere le reazioni chimiche più semplici e veloci, eliminando numerosi passaggi. Lavorando in modo indipendente, ma sono arrivati entrambi allo stesso risultato nel 2000. Sono stati i primi ad accorgersi che la catalisi poteva avvenire anche utilizzando molecole molto semplici, come quelle organiche. E’ stato immediatamente chiaro che la nuova tecnica, chiamata ‘organocatalisi asimmetrica’, diventava uno strumento ad alta precisione per costruire molecole del tutto nuove. Importante l’impatto sull’industria farmaceutica. Può accadere infatti che alcune molecole assumano una forma speculare, ma prima della tecnica messa a punto dai due Nobel era molto difficile selezionare solo una delle forme, mentre adesso è possibile controllare la costruzione delle molecole in modo da avere una sola forma. Sia List e che MacMillan hanno 53 anni. Il primo è nato in Germania, a Francoforte, dove si era laureato nel 1997 e dirige il Max Plank Institute specializzato nella ricerca sulla catalisi; MacMillan è nato in Gran Bretagna, a Bellshill e ha studiato negli Stati Uniti, dove insegna nell’Università di Princeton. “Era un Nobel atteso da tempo”, osserva Maurizio Benaglia, docente di Chimica organica dell’università Statale di Milano, che conosce personalmente entrambi i vincitori. “L’organocatalisi - osserva - è una grande novità che ha offerto l’opportunità di esplorare nuovi modi di sintesi di molecole. Negli ultimi anni è stata combinata anche con l’uso della luce e oggi è considerata uno dei tre pilastri della catalisi, insieme a quella classica, che avviene con i metalli, e alla biocatalisi che utilizza gli enzimi”. Per Alessandro Sacchetti, docente di Chimica organica del Politecnico di Milano, la tecnica premiata con il Nobel ha “aperto un nuovo filone, con molecole più facili da preparare in laboratorio e a basso costo”. Per Lidia Armelao, direttrice del Dipartimento di Chimica e tecnologie dei materiali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr Dsctm), quello a List e MacMillan “è un premio molto bello perché va a una serie di ricerche che hanno aperto delle enormi possibilità all’intero settore della chimica, rendendola anche molto più green”. Di fatto, secondo la ricercatrice, si riducono tutti gli sprechi” e si semplifica la procedura necessaria per guidare molte reazioni chimiche utilizzate nell’industria e nella farmacologia.
















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