I giovani spingono i vaccini
- direzione167
- 5 giu 2022
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CORONAVIRUS/IN 7 GIORNI 350MILA DOSI AGLI UNDER 30, MANIFESTAZIONI CONTRO IL GREEN PASS

di Matteo Guidelli
ROMA. Sono i giovani a spingere la campagna di vaccinazione: in attesa di affrontare, non prima della seconda metà di agosto, i nodi legati a trasporti, scuola e lavoro, e con la risalita delle terapie intensive - 17 ricoveri in più nelle ultime 24 ore a conferma che non si può abbassare la guardia - l’ultimo report del governo certifica una situazione che potrebbe essere ancora più evidente tra 7 giorni, quando sui dati si vedrà l’effetto del decreto che rende obbligatorio dal 6 agosto il green pass per poter accedere a tutta una serie di attività e servizi e introduce un’altra importante novità, attesa da milioni di italiani. Dalle prossime ore si potrà infatti tornare a far visita ai propri familiari ricoverati in ospedale, cosa che era impossibile da oltre un anno: con il green pass sarà consentito l’accesso alle sale d’attesa dei pronto soccorso e dei reparti delle strutture ospedaliere. I numeri dicono che nell’ultima settimana sono stati vaccinati con la prima dose o la dose unica (perché hanno già avuto il Covid) quasi 350mila under 30, 118mila dei quali giovanissimi tra i 12 e i 19 anni: una crescita tripla rispetto a quella degli adulti tra i 50 e i 69 anni, fascia nella quale si sono vaccinati negli ultimi sette giorni con la prima o unica dose in 124mila. In particolare, nella fascia 12-19, per la quale è autorizzato solo Pfizer, sono 1.232.932 i ragazzi che hanno fatto la prima dose o la dose unica, 117.788 in più rispetto a 7 giorni prima. Tra coloro che hannotrai20ei29anni-aiqualièstato somministrato Pfizer, Moderna e anche J&J - l’incremento nell’ultima settimana è invece di 231.180. Tra i 12 e i 29 anni, dunque, hanno fatto la prima o l’unica dose in 348.968. Numeri bassi, invece, tra i 50-69enni, classi di età nelle quali ci sono ancora quasi 3,8 milioni di cittadini che non hanno fatto neanche la prima dose e il cui recupero è tra le priorità del governo. Nell’ultima settimana i 50-59enni che hanno fatto la prima dose o la dose unica sono 78.236 mentre nella fascia 60-69 sono 45.652. In attesa di quantificare ‘l’effetto Draghi’ sulla campagna è dunque già evidente l’incremento tra i giovani e non è un caso che ora le regioni chiedano garanzie sulle forniture delle prossime settimane. Rassicurazioni arrivate già ieri dagli uffici del commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo: ad agosto sono attese circa 15 milioni di dosi, nei frigoriferi ce ne sono ancora 4 milioni circa e si continua a viaggiare sulle 500mila somministrazioni al giorno. E ai giovani il governo è andato incontro inserendo nel decreto un articolo con il quale si stanziano 45 milioni per garantire almeno fino al 30 settembre la possibilità di effettuare tamponi a prezzi ‘popolari’. Spetterà infatti a Figliuolo, d’intesa con il ministro della salute Roberto Speranza, definire un protocollo con le farmacie e le altre strutture sanitarie per assicurare “la somministrazione di test antigenici rapidi a prezzi contenuti” tenendo conto “in particolare dell’esigenza di agevolare ulteriormente i minori di età compresa tra i 12 e i 18 anni”. Chiusa la partita sul green pass per i servizi non essenziali, si apre ora quella per le attività fondamenta: scuola, trasporti, lavoro. Non sarà però questa la settimana decisiva: il governo, spiegano fonti ministeriali, vuole attendere di vedere i numeri reali delle vaccinazioni nel momento in cui entrerà in vigore l’obbligo del green pass, l’andamento della curva epidemiologica e la portata dell’eventuale aumento delle ospedalizzazioni. Certo è che, lo ha detto il premier Mario Draghi in conferenza stampa, si farà “tutto quello che deve essere fatto” per consentire la ripresa della scuola in presenza. L’obiettivo indicato da Figliuolo è di avere entro la prima decade di settembre il 60% dei ragazzi vaccinati. Inoltre, il commissario ha chiesto alle Regioni di avere entro il 20 agosto i numeri di coloro che non vogliono vaccinarsi o non possono farlo (ad oggi ce ne sono 222mila). A quel punto si avrà una fotografia reale della situazione e si potrà decidere se introdurre o meno l’obbligo, anche se Matteo Salvini ha ribadito la sua contrarietà. “Nessuno deve essere obbligato a vaccinarsi”.
















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