L’Europa No vax s’infiamma
- direzione167
- 5 giu 2022
- Tempo di lettura: 3 min
CORONAVIRUS/ROTTERDAM SOTTO SHOCK, 51 ARRESTI PER LE VIOLENZE NELLE STRADE

di Michele Esposito
ROTTERDAM. L’hashtag #demostratie impazza sul web ma a Rotterdam, nel day after della violente proteste anti-restrizioni che hanno causato 51 arresti e 7 feriti, hanno voluto cancellare tutto in poche ore. Di prima mattina non solo la municipalità ma anche i gestori di bar e negozi hanno spazzato via i resti degli scontri nella notte tra polizia e manifestanti che hanno lasciato buona parte del Paese sotto shock. “E’ stata un’orgia di violenza, non posso descrivere in altro modo quanto accaduto”, sono le parole del sindaco di Rotterdam, Ahmed Aboutaleb. Il fatto è che la manifestazione era annunciata come pacifica e faceva parte di una serie di proteste che, il giorno successivo, cioè ieri, avrebbero dovuto coinvolgere anche Amsterdam e la cittadina meridionale di Breda. Ma al Coolsingel, la grande arteria che collega la stazione ferroviaria al centro di Rotterdam, qualcosa è andato storto. Poco dopo le 19, quando bar e ristoranti si apprestavano a chiudere a causa delle nuove regole anti-Covid introdotte una settimana fa dal premier Mark Rutte, la protesta è diventata violenza. “E’ stato pazzesco, è successo tutto all’improvviso, siamo stati costretti a chiudere subito le serrande”, racconta il gestore di uno dei negozi ‘off licence’ situati nella zona della movida e autorizzati a restare aperti, per l’asporto, fino a mezzanotte. “Di chi è stata la colpa?”, si chiede uno dei principali quotidiani del Paese, il De Telegraaf. Secondo le autorità tra i manifestanti c’erano diversi infiltrati, colpevoli di aver lanciato pesanti fuochi d’artificio, bruciato e danneggiato macchine nel cuore della città. Giovanissimi e gruppi di destra provenienti da diverse parti del Paese o legati agli ultras del Feyenoord, la squadra più amata dagli abitanti, nata oltre cento anni fa nell’omonimo quartiere meridionale di Rotterdam, uno dei più difficili. Già, perché dietro l’immagine di città proiettata al futuro, alla mobilità sostenibile ed elettrica, quello che è uno dei maggiori porti del pianeta nasconde un’anima in tempesta, fatta di massiccia immigrazione, diseguaglianze, traffici illeciti e ‘gabber’, la musica hardcore che qui nacque negli anni Novanta. Ma sotto accusa, nei riots del Coolsingel, è finita anche la polizia. “Un manifestante è stato colpito al petto mentre filmava davanti al magazzino C&A ed è caduto”, racconta uno dei presenti che vuole restare nell’anonimato. “Hanno sparato ad altezza uomo”, è la tesi che circola sulle chat dei manifestanti. Due dei sette feriti sono stati trasportati in ospedale nella notte. “C’era puzza di lacrimogeni ovunque, ad un tratto hanno emesso un ordine d’emergenza per il coprifuoco fino alle 5 e hanno chiuso le due principali stazioni ferroviarie”, racconta Stefano Calzati, docente della facoltà di Urbanistica all’Università tecnica di Delft. La polizia, sui due manifestanti feriti, ha aperto un’indagine. Ma anche nelle forze dell’ordine si contano i feriti, fortunatamente lievi. E la guerriglia di Rotterdam ha in qualche modo spaventato i i cittadini olandesi anti-Covid, in trincea da quando il governo ha fatto filtrare che presto, nel Paese, varrà la regola del ‘2G’ che esclude da diversi luoghi pubblici chi ha fatto il test ma non è vaccinato (o guarito). Ad Amsterdam la grande manifestazione annunciata nei giorni scorsi è stata cancellata. Ma in centinaia hanno sfilato lo stesso nel Rokin, in pieno centro, in maniera pacifica, come è accaduto anche a Breda. “Queste sono proteste, quelli di Rotterdam era un gruppo di idioti”, spiega un olandese comunque contrario alla nuova stretta. Alle prese, nei Paesi Bassi come in Italia, con la deriva che da mesi offusca il fronte no-vax in Europa.
















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