Regioni, green pass più leggero
- direzione167
- 5 giu 2022
- Tempo di lettura: 3 min
CHIEDONO ANCHE PIÙ DOSI. OK L’ASSUNZIONE DI 112MILA DOCENTI. NUOVE ORDINANZE DI SPERANZA

di Domenico Palesse
ROMA. A poco meno di una settimana dall’entrata in vigore del Green Pass, le Regioni provano a mediare con il governo per un alleggerimento delle misure proposte. E, contemporaneamente, chiedono un aumento delle dosi di vaccino in modo da poter raggiungere quanto prima la tanto attesa immunità di gregge. Nel frattempo, archiviata la delicata intesa del governo sul tema giustizia, ci si prepara ad affrontare due temi ritenuti fondamentali nei prossimi mesi: scuola e trasporti. Per questo il ministero dell’Istruzione ha preparato il piano 2021/22 che inizialmente sarebbe dovuto essere presentato ieri in Conferenza unificata e che, invece, è slittato alla prossima settimana. Due le parole d’ordine: lezioni in presenza e adesione alla campagna vaccinale. Particolare attenzione anche alle proteste anti-Green Pass che si moltiplicano in tutta Italia. Il corteo di manifestanti no-vax mercoledì sotto la casa del sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, ha ricevuto condanne bipartisan, con il primo cittadino tornato a ribadire che “vaccinarsi è un dovere”: “Se pensavano di intimidirmi - le sue parole - hanno avuto l’effetto contrario”. E proprio il Green Pass è al centro del confronto tra governo ed enti locali. Le regioni, tramite il governatore della Toscana Eugenio Giani, fanno sapere di essere in contatto con Palazzo Chigi per “un alleggerimento delle misure”. Ma c’è chi, come il presidente della Liguria Giovanni Toti, ammette di non avere alcuno scrupolo, in caso di necessità, a chiedere il certificato verde “per ogni luogo di questo Paese, trasporto, lavoro e scuola”. Il collega dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, propone invece di estendere il pass anche alle discoteche e sale da ballo. Un’operazione che consentirebbe non solo la riapertura dell’”unico settore ancora chiuso” ma anche di porre maggiore attenzione al contingentamento evitando le “troppe feste private senza controlli”. Al momento, ha annunciato ieri il ministro della Salute Roberto Speranza, i green pass scaricati sono 41,3 milioni, con una crescita di 1,2 milioni al giorno. “Il green pass - ha detto - può aiutarci a rendere più sicuri i luoghi dov’è applicato e aiuterà a limitare le restrizioni”. Sul tavolo c’è anche la questione degli italiani all’estero, vaccinati con sieri non riconosciuti dall’Ema e quindi impossibilitati a ricevere il certificato verde. Un primo in tal senso passo è arrivato in serata, con l’ordinanza firmata da Speranza con la quale vengono riconosciuti i certificati vaccinali e di guarigione dalla Gran Bretagna. Decisioni simili potrebbero dunque arrivare anche per altri Paesi, come la Russia. Intanto, con altre due ordinanze, il ministro ha prorogato il divieto di ingresso in Italia da India, Bangladesh, Sri Lanka e Brasile e la quarantena di 10 giorni per chi arriva da Paesi extraeuropei fatta eccezione per quelli della lista raccomandata dall’Unione Europea per i quali la quarantena è ridotta a 5 giorni. Per i Paesi europei e dell’area Schenghen, oltre che per Canada, Giappone, e Stati Uniti, è prorogato il regime di ingresso con i requisiti della certificazione verde. Sembra invece in dirittura d’arrivo la pianificazione per l’avvio del nuovo anno scolastico. Il ministero dell’Istruzione ha pronto il nuovo piano che ricalca, per gran parte, le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico, per consentire ai ragazzi di riconquistare la “dimensione relazionale e sociale”. Restano obbligatorie le mascherine, il cui utilizzo scongiurerà anche l’obbligo del distanziamento nelle aule. Il tutto per garantire il rientro in presenza, punto cardine dell’intero documento. “La ripresa in presenza e in sicurezza della scuola - ha spiegato il ministro Speranza - è l’obiettivo del governo, e il governo non farà mancare iniziative forti per garantire tale obiettivo”. Buone notizie sono arrivate dal Consiglio dei Ministri che ha dato il via libera all’assunzione a tempo indeterminato di 112.473 docenti. Fondamentale, si legge nelle 15 pagine che compongono il documento, sarà anche la “piena adesione” del personale, docente e non, alla campagna vaccinale. Campagna che sembra convincere i giovani. La curva di inoculazioni tra gli under 18 è sempre più in crescita, con un ritmo simile a quello degli under 30 anche se il 65% dei minorenni - circa 3 milioni di ragazzi secondo i dati del Gimbe - ancora non ha ricevuto alcuna dose. In totale sono 31,5 milioni gli italiani completamente vaccinati e 35,6 milioni le prime dosi somministrate.
















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