A Ny addio al Lincoln Center
- Redazione

- 31 gen 2018
- Tempo di lettura: 2 min

REQUIEM PER IL CINEMA D’ESSAI. MICHAEL MOORE: “UCCISO DAL CAPITALISMO”. CHIUSO ANCHE SUNSHINE
NEWYORK. L’epitaffio lo ha pronunciato Michael Moore: “Ucciso dal capitalismo”. E poteva riferirsi al Lincoln Plaza su Broadway che ha chiuso i battenti questo fine settimana o al suo storico proprietario, Dan Talbot, morto in dicembre a 91 anni due settimane dopo che la società immobiliare che ha in mano il palazzo ha dato lo sfratto alle sei sale nel basement. Il week-end precedente aveva proiettato i suoi ultimi film il Sunshine Theater su Houston Street. Per New York è la fine di un’era: il sipario è calato su due dei suoi più “storici” cinema d’essai. “Posti come Sunshine, che sarà demolito per far posto a un palazzo per uffici, e Lincoln Plaza rappresentavano quelle piccole delizie che davano a New York il suo non so che, un misto di eccitazione, novità e individualità, come le bollicine dello champagne”, ha scritto il New York Times. Erano posti molto speciali. A Lincoln Plaza, domenica scorsa erano in scena l’italiano “A Ciambra” di Jonas Carpignano (Rai Cinema) e poi film libanesi, austriaci, inglesi e scozzesi oltre all’immancabile, ma chissà per quanto ancora, ultimo Woody Allen di “Wonder Wheel”). Un processo si è messo in moto sulla spinta della gentrificazione e del guadagno: “Il capitalismo ha ucciso questo cinema. Questa malvagia, avida forma di capitali- sm”, ha detto Moore, il cui documentario Fahrenheit 9/11 prese il volo nel 2003 proprio da Lincoln Plaza. Cinema in streaming come su Netflix e Amazon hanno avuto un ruolo. Ma all’epilogo triste di Lincoln Plaza e Sunshine ha contribuito anche la concor- renza di chi a New York distribuisce cinema alternativo e di avanguardia come Metrograph del Lower East Side o Anthology Film Archives. Si sono spostati gli epicentri della città, da Manhattan a Queens e a Brooklyn, ed ecco dunque spiegata la vitalità di sale come BAM Cinématek e di spazi più piccoli e di avanguardia come Light Industry e Spectacle. Cosa succederà adesso non è chiaro: un portavoce Milstein ha assicurato che un nuovo cinema riaprirà una volta effettuati necessari restauri. Moore ha chiesto che gli immobiliari restino fuori dalla sua gestione. Quel che è chiaro è che al Lincoln Plaza si è fatta la storia del cinema degli ultimi decenni: Dan Talbot e la moglie Toby l’aprirono nel 1981 con l’obiettivo di mostrare film indipendenti e stranieri. Lincoln Plaza fece conoscere agli americani i tedeschi Rainer Werner Fassbinder e Werner Herzog e l’italiano Bernardo Bertolucci. Talbot non ha fatto a tempo a vedere il suo ultimo spettacolo. “È un momento triste per tutti noi”, ha detto il manager delle sale Ewnetu Admassu a nome dei dipendenti: “Perdere il tuo cinema è molto, molto difficile”.
















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