Ad un passo dalla guerra
- Redazione

- 21 lug 2018
- Tempo di lettura: 2 min

MO/HAMAS E ISRAELE SEMPRE PIÙ VICINI AD UN NUOVO SCONTRO MILITARE
TELAVIV. Quattro anni dopo l'operazione 'Margine di difesa', Israele e Hamas sono ad un passo da un nuovo scontro militare. Dopo mesi di cre- scente escalation sul confine orientale di Gaza, ieri la situazione è precipi- tata quando cecchini di Hamas appostati in un gruppo di dimostranti hanno teso un'imboscata ad una pattuglia di confine israeliana. Un soldato è stato ucciso (da una ''cellula di terroristi''). Lo ha reso noto il portavoce militare, rimuovendo cosi' la censura imposta in un primo momento per informare la famiglia. Il militare è stato ferito in modo grave dal fuoco dei palestinesi, ed è deceduto dopo il ricovero in ospedale. La reazione israeliana è stata immediata: quattro palestinesi (tre dei quali miliziani di Hamas) sono rimasti uccisi, altri 120 sono stati feriti. Per ore Israele ha colpito con carri armati e caccia obiettivi di Hamas, che ha reagito con colpi di mortaio e razzi sul Neghev. Gli abitanti israeliani della zona sono accorsi nei rifugi mentre a Tel Aviv nel ministero della Difesa il premier Benyamin Netanyahu, il ministro Avigdor Lieberman e il capo di stato maggiore facevano il punto della situazione. La giornata era iniziata con due sviluppi che sembravano presagire un allentamento della tensione. Dalle pagine del Washington Post tre collaboratori di Donald Trump (Jared Kushner, Jason Greenblatt e l'ambasciatore Usa in Israele David Friedman) hanno informato i due milioni di abitanti della Striscia che importanti aiuti economici internazionali destinati al rilancio della loro economia sono adesso a portata di mano. Per riceverli, hanno aggiunto, occorrerà tuttavia che Hamas rinunci alle violenze "contro Israele e l'Egitto" e che ceda al presidente dell'AnpAbu Mazen la gestione della Striscia. "Parole arroganti", ha tuonato Hamas. "Quei funzionari si sono fatti portavoce dell'occupazione israeliana". Il secondo sviluppo della mattinata era stata l'improvvisa diminuzione del lancio di aquiloni e di palloni incendiari da Gaza verso Israele, come richiesto con insistenza dall'Egitto. Sembrava l'inizio del ritorno ad una calma precaria sul confine. Ma a Gaza gli animi si sono scaldati durante i funerali di massa di un miliziano di Hamas ucciso giovedì sul confine dal fuoco israeliano mentre partecipava al lancio di palloni incendiari.Ai funerali hanno assistito dirigenti politici di Hamas, fra cui Ismail Haniyeh. "La sua morte sarà vendicata", ha avvertito il braccio armato di Hamas, che poche ore dopo ha teso l'agguato sul confine che ha innescato le violenze odierne. "Hamas ha scelto l'escalation e ne subirà le conseguenze", ha replicato Israele, mentre i blindati e l'aviazione bombardavano obiettivi dei miliziani nella Striscia. In serata l'emissario dell'Onu Nickolay Mladenov ha lanciato un drammatico appello: "Tutti a Gaza facciano un passo indietro, prima di cadere nel baratro. Non fra una settimana, non domani, subito. Quanti vogliono innescare una nuova guerra fra palesti- nesi e israeliani non devono riuscire nel loro intento". Una possibile allusione all'Iran, che questa settimana ha organizzato a Gaza un convegno di sostengo alla lotta armata palestinese.
















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