Altri 180 gettati in mare
- Redazione

- 11 ago 2017
- Tempo di lettura: 3 min
EMEN/GLI SCAFISTI SI SONO LIBERATI DI 300 MIGRANTI AL LARGO DELLE COSTE

ROMA. Nell’arco di meno di 24 ore, le coste dello Yemen sono state di nuovo te- atro di una vicenda “inumana e scioccan- te”: sono diventati circa 300 (120 due giorni fa e 180 ieri) i migranti costretti in due episodi diversi a gettarsi in mare al largo della regione yemenita di Shabwa dai trafficanti di esseri umani che dove- vano invece portarli a riva, e che così ne hanno di fatto condannati a morte un gran numero.
E si tratta di un bilancio ancora prov- visorio, fornito dalla International Orga- nization for Migration (Oim, l’agenzia dell’ Onu per le migrazioni).
Già l’altro ieri, l’Oim aveva riferito di 29 tombe improvvisate rinvenute su una spiaggia di Shabwa, dove qualche ora prima qualche decina di sopravvissuti erano approdati e avevano così dato sepoltura ad al- cuni dei loro compagni più sventurati, partiti come loro dalla fame e dalla mi- seria della Somalia o del-
l’Eritrea. I dispersi sono oltre venti e l’età media sul bar- cone con cui erano partiti da qualche porto nel Cor- no d’Africa era di circa 16 anni. Ieri, la replica, forse ancora più drammatica. Ieri mattina, dopo che si era appreso che altri 180 migranti sono stati gettati in mare, sono stati recuperati i cor- pi di cinque persone, mentre circa 50 al- tre risultano disperse, e vengono sostan- zialmente date per morte. Si tratta di per- sone, denuncia l’Oim, che sono state “de- liberatamente affogate” dagli scafisti, che potrebbero peraltro, sostengono alcuni esperti, aver così adottato una sorta di “nuova procedura”, per ridurre al massi- mo la possibilità di essere intercettati av- vicinandosi a riva.
Se così fosse, i rischi sono enormi, considerato che secondo l’Oim, solo dal- l’inizio di quest’anno sono circa 55 mila i migranti che hanno lasciato i Paesi del Corno d’Africa per dirigersi attraverso lo Yemen verso i ricchi Paesi del Golfo. E questo fornisce peraltro una indicazione
sul grado di disperazione di questa gente, disposta ad attraversare lo Yemen che, or- mai in guerra da anni, viene considerato come uno dei Paesi più pericolosi del mondo, dove oltre ai bombardamenti, raid aerei e i continui attentati, si registrano anche sempre più carestie e epidemie di colera.
Ma naturalmente la rotta attraverso il Mar Rosso non è la sola che espone i mi- granti a rischi enormi, come dimostrano alcuni dati diffusi sempre dall’Oim, che rileva ad esempio che sono oltre 1.000 i migranti messi in salvo dall’Onu nel Saha- ra da aprile a oggi. I trafficanti abbando- nano infatti centinaia di persone in pieno deserto, nel nord del Niger al confine con la Libia. “Sono rimasto scioccato quando abbiamo trovato un grande gruppo di don-
ne originarie della Nigeria e del Ghana che dormivano in un hangar vicino al con- fine, in attesa di trovare un passaggio ver- so nord”, ha raccontato Alberto Preato, uno dei responsabili Oim delle operazioni di soccorso.
Allo stesso tempo, il numero dei mi- granti che dall’inizio dell’anno sono arri- vati in Europa attraverso il Mediterraneo ha raggiunto quota 116,692, rileva l’Oim, precisando che di essi circa l’83% è arri- vato in Italia, il resto in Grecia, Cipro e Spagna.
Nello stesso periodo del 2016 gli ar- rivi erano stati oltre il doppio, 263.436, mentre il numero dei morti era stato 3.193, una cifra che quest’anno è più contenuta, ma che comunque già raggiunto la dram- matica quota di 2.405.
















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