Antitrust/L’Ue blocca la fusione Alstom- Siemens. Ira di Francia e Germania
- Redazione
- 7 feb 2019
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di Lucia Sali

BRUXELLES. L'Antitrust Ue ha detto 'no’ alla fusione tra Alstom e Siemens, bloccando il 'matrimonio del secolo’ tra i due giganti ferroviari che avrebbe dato vita a un colosso mondiale nel settore. Nonostante la decisione di Bruxelles non sia giunta inattesa, è esplosa l'ira di Francia e Germania e delle società per aver vanificato il sogno di un "campione europeo", che chiedono così una revisione delle regole Ue sulla concorrenza sotto la nuova Commissione. Ma la 'lady di ferro’ dell'Antitrust, la commissaria Margrethe Vestager, non si è fatta scalfire dal fuoco di critiche, respingendole punto per punto e smontando prima la 'minaccia cinesè e poi l'idea che un campione europeo possa essere tale solo a prezzo di distruggere la concorrenza nella stessa Europa. "In assenza di azioni correttive, questa fu- sione avrebbe portato a prezzi più elevati per i sistemi di segnalazione che garantiscono la sicurezza dei passeggeri e per le generazioni future di treni ad altissima velocità. La Commissione ha vietato la concentrazione perché le parti non erano disposte a rimediare ai problemi di concorrenza significativi che abbiamo identificato", ha spiegato Vestager. "Il paradosso qui - ha continuato - è che per la maggior parte degli aspetti di questa fusione non abbiamo preoccupazioni, solo sui treni ad alta velocità e i sistemi di segnalazione" ma le due società "non ci hanno presentato rimedi chiari". Al contrario, è arrivata solo una pioggia di analisi negative da parte di concorrenti, sindacati, industria, consumatori e garanti della concorrenza. Una "pessima decisione" e "un brutto colpo all'industria europea", ha sbottato il premier francese Edouard Philippe, nonché un "errore economico e politico" per il ministro dell'economia Bruno Le Maire che "impedisce ad Alstom e Siemens, i due campioni della segnaletica e delle ferrovie, di fondersi per avere lo stesso peso del grande campione dell'industria cinese". Dura anche Berlino: "prendiamo atto con rammarico della decisione della Commissione",per questo "il governo tedesco si impegna per modernizzare la legge sulla concorrenza e sui cartelli", ha promesso di dare battaglia il portavoce della cancelliera tedesca Angela Merkel. Lo stesso numero uno di Siemens Joe Kaeser ha avuto parole di fuoco, e ha chiesto ugualmente una revisione delle regole Ue sulla concorrenza: "prendiamo atto del fatto che la Commissione abbia messo la parola fine a un progetto-faro in Europa", e ora "le elezioni europee davanti a noi ci offrono una chance unica di costruire un'Europa del futuro". Vestager non si è lasciata impressionare. Punto primo, "i cinesi non sono da nessuna parte" in questo settore in Eu- ropa e "non li vediamo arrivare" nem- meno "in futuro": il colosso di Pechino Crrc ha oltre il 90% delle sue attività in Cina, a parte aver venduto qualche me- tro negli Usa, e nessuna commessa né appalti in Europa. Punto secondo, "una società non può essere competitiva all'estero se non lo è per prima a casa sua", e questa operazione "non avrebbe aumentato ma diminuito la concorrenza: avremmo avuto un solo campione eu- ropeo, ora continuiamo ad averne due". Critica anche la Fim-Cisl, che ha denunciato "l'assenza del governo italiano" in sede Ue e che ora teme per il piano di sviluppo dei siti italiani di Alstom.
















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