Australia, Chiesa sconvolta
- Redazione

- 7 feb 2017
- Tempo di lettura: 3 min

IL 7% DEI PRETI È ACCUSATO DI ABUSI SESSUALI. ETÀ MEDIA DELLE VITTIME: 10 ANNI
ROMA. Il 7% dei preti cattolici d’Australia è accusato di aver commesso abusi sessuali su minori dal 1950 in poi.L’età media delle vittime, 10 anni e mezzo per le bambine e poco più di 11 anni e mezzo per i bambini. In tutto, fra il 1980 e il 2015, 4.444 persone hanno denunciato abusi di preti o religiosi di 93 entità della Chiesa australiana. Sono le cifre rese note ieri dalla Commissione federale d’inchiesta sulle risposte delle istituzioni agli abusi sessuali su minori, a chiusura di 4 anni di lavoro. E’ l’inchiesta più approfondita sulla pedofilia nella storia d’Australia, che ha indagato su chiese, enti benefici, governi locali, scuole, organizzazioni comunitarie, gruppi di boy scout, club sportivi e sulla polizia. Le raggelanti statistiche sono state presentate dall’avvocato che assiste la Commissione, Gail Furness, che ha rivelato come la Santa Sede abbia rifiutato di consegnare documenti riguardanti sacerdoti australiani accusati di abusi. “La Commissione sperava di acquisire una conoscenza dell’azione intrapresa in ciascun caso”, ha detto Furness. “Ma la Santa sede ha risposto che ‘non era possibile né appropriato fornire le informazioni richieste’”. Per il legale rimane una domanda nella mente di tante vittime: come hanno potuto gli abusi essere commessi in tale scala? E perché sono stati coperti così a lungo? Le risposte delle diocesi cattoliche e degli ordini religiosi in tutto il paese sono state “tristemente simili”. “Le vittime sono state ignorate o peggio, punite. Le denunce non sono state investigate. Preti e religiosi sono stati trasferiti e le parrocchie o comunità dove sono stati trasferiti non sapevano nulla del loro passato. I documenti non sono stati conservati o sono stati distrutti. Hanno prevalso la segretezza e gli insabbiamenti”. Fino al 15% dei sacerdoti in alcune diocesi sono stati accusati di abusi fra il 1950 e il 2015. Fra gli ordini religiosi il peggiore è stato l’ordine di San Giovanni di Dio, dove si ritiene si sia macchiato di abusi uno sconcertante 40%. Una proporzione arrivata al 32% dei Fratelli Cristiani e 20% dei Fratelli Maristi, entrambi ordini che gestiscono scuole. L’ente formato dalla Chiesa cattolica per coordinare la risposta alla crisi, il Consiglio per la Verità, la Giustizia e la Guarigione, ha ammesso che i dati “senza dubbio minano l’immagineelacredibilitàdelsacerdozio”.“Inumeri sono scioccanti, tragici, indifendibili”, ha detto tra le lacrime il Ceo Francis Sullivan, che ha parlato di “un massiccio fallimento” della Chiesa e di corruzione del Vangelo. Ha quindi descritto i programmi di cambiamento adottati dalla Chiesa, tra cui la creazione di un ente di controllo degli standard professionali di preti e vescovi, una revisione delle passate denunce di abusi e uno schema nazionale di riparazione. L’inchiesta ha lambito il cardinale George Pell, ex arcivescovo di Sydney e ora prefetto vaticano per l’Economia, accusato di aver insabbiato abusi quand’era alla diocesi di Melbourne, e per questo sottoposto a un interrogatorio-fiume in videoconferenza da Roma. “Quello che è stato rivelato è straziante”, ha commentato il suo successore a Sydney, l’arcivescovo Anthony Fisher, in un messaggio pubblicato sul sito della diocesi, sentendosi “personalmente scosso e umiliato”, e fornendo anche le cifre di 572 preti, di cui 384 diocesani, 597 religiosi e 96 religiose accusati di aver commesso abusi pedofili dal 1950. “La Chiesa è dispiaciuta e io sono dispiaciuto per gli errori del passato che hanno lasciato tanti così danneggiati. So che molti dei nostri sacerdoti, religiosi e fedeli laici sentono la stessa cosa: come cattolici chiniamo la testa per la vergogna”, ha detto. “Sono convinto che alla fine dell’umiliazione e della purificazione attraverso le quali stiamo passando ci sarà una Chiesa più umile, più consapevole e più compassionevole”. “E cosa importante - ha concluso -, incoraggio fortemente chiunque abbia da fare accuse di abusi sessuali di contattare la polizia: essi sono nella migliore posizione per investigare”.
















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