“Basta morti sul lavoro”
- 30 mar 2018
- Tempo di lettura: 2 min
TRAGEDIA DI LIVORNO/MATTARELLA CHIEDE MAGGIORE PREVENZIONE: INCIDENTI INTOLLERABILI

LIVORNO. Un operaio folgorato a Bologna e un altro morto cadendo da un traliccio in Mugello: è proseguita ieri, quasi senza soluzione di continuità, la terribile scia di decessi mortali sul lavoro dopo l'esplosione della cisterna mercoledì al porto di Livorno che ha ucciso Lorenzo Mazzoni, 25 anni, e Nunzio Viola, 53.
Nella città toscana, e alle famiglie delle vittime, è arrivato il sentito cordoglio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che si è detto vicino ai lavoratori della città auspicando, in una nota dal Quirinale, che "dopo questa ennesima, intollerabile tragedia sul lavoro vengano rafforzate a tutti i livelli le misure di prevenzione e di controllo". "Non è accettabile - ha chiosato Mattarella - che si muoia sul lavoro".
Ieri uno sciopero generale ha avuto un'altissima adesione e, di fatto, ha fermato le attività del porto mentre stasera altrettanta partecipazione è attesa alla fiaccolata nelle vie cittadine e il Livorno gioca al Picchi contro il Monza con il lutto al braccio. E sempre ieri il consiglio comunale è iniziato con un minuto di silenzio in memoria delle due vittime.
Dalla mattina, invece, le bandiere sul Municipio sono rimaste issate a mezz'asta. Il Comune ha proclamato il lutto cittadino nel giorno del funerale. Ha affermato il sindaco Filippo Nogarin aprendo la seduta del consiglio: "C'è solo una cosa che possiamo dire: morire di lavoro è inaccettabile.
Ci sarebbero decine di aspetti su cui concentrare l'attenzione. I protocolli di sicurezza sui luoghi di lavoro in particolare, ma anche 212 silos con materiale infiammabile a ridosso del centro abitato" tuttavia "oggi è il giorno in cui tutta la città, io per primo, si stringe attorno ai parenti delle due vittime".
Il presidente della Toscana Enrico Rossi dopo una riunione tecnica sulla sicurezza ha commentato: "Non possiamo più tollerare che al porto di Livorno persistano problemi nell'organizzazione della sicurezza dei lavoratori".
Nell'inchiesta sulla tragedia la procura labronica prevede per martedì prossimo le autopsie sui corpi dei due operai e procede a ritmo serrato con le indagini contro ignoti per omicidio colposo plurimo. L'esplosione non ha avuto conseguenze più gravi, spiegano gli inquirenti, perché c'è stata una provvidenziale tenuta dei muri di cemento armato che contengono la cisterna così l'onda d'urto è stata in parte contenuta.
Invece, potrebbe esser stata una scintilla una delle cause delldeflagrazione ma varie sono adesso le ipotesi che circolano tra gli inquirenti su cosa possa averla provocata: un cellulare acceso, un urto o forse una carica elettrostatica. Viene confermato che vicino al deposito al momento dello scoppio c'erano quattro persone: i due operai morti, ma anche altri due uomini che si sono salvati. Illesi, infatti, sono l'autista del camion che stava caricando l'acetato di etile e un dipendente della Neri che si era allontanato casualmente.
Non ci sono telecamere in prossimità del luogo dell'incidente ma solo una telecamera di sicurezza, lontana dal serbatoio, che ha ripreso solo il momento dell'esplosione: sembra poco utile all'indagine, appena per stabilire l'orario della deflagrazione, le 13.45.
















Commenti