Bce non accelera sull’uscita del Qe
- 2 set 2017
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ROMA. Nessuna fretta da parte della Banca Centrale Europea (Bce) di prendere una decisione relativa ad una riduzione del Quantitative easing, ossia del piano di acquisto titoli ideato dal presidente della Bce Mario Draghi.
Secondo indiscrezioni di stampa, Francoforte "potrebbe essere pronta a finalizzare una decisione sul Qe del prossimo anno solo un paio di settimane prima che l'attuale programma si esaurisca" e cioè a "dicembre".
I mercati però riceverebbero indicazioni sull'azione della Bce già nella riunione di giovedì prossimo e in quella di ottobre. Infatti i componenti del Consiglio direttivo, spiegano fonti vicino al dossier, "accetterebbero di non sorprendere i mercati, mantenendo la riservatezza su tutti i detta- gli futuri del Qe fino alla sessio- ne finale in programma il 14 dicembre".
All'interno della Bce i cosiddetti falchi, alla luce di una ripresa che si sta consolidando nell'Eurozona, premono per una uscita dal Qe ma, d'altro canto, un tasso d'inflazione ancora distan- te dall'obiettivo del 2 per cento dell'Istituto centrale guidato da Draghi rende problematico pren- dere una decisione definitiva.
"La domanda non è se dovre- mo frenare bruscamente. Ma come iniziare una normalizzazione" della politica monetaria "in modo prudente. E' un tema sensibile", ha sottolineato l'espo- nente austriaco della Bce, Ewald Nowotny, in un discorso in Austria.
E da Cernobbio il vicepresidente Bce Vitor Constancio ha rimarcato che è ancora difficile normalizzare i prezzi.
"La forte fase di ritorno dell'inflazione a livello globale che sembrava probabile all'inizio dell'anno non si è ancora materializzata", ha affermato. "Per cui gli obiettivi di normalizzazione dell'inflazione e della disoccupazione a livelli accettabili continuano a essere difficili", ha aggiunto Constancio, rassicurando però che "la ripresa ciclica in corso nell'area euro è adesso più ampiae più consolidata" e la regione "è più resistente agli shock, grazie alla riduzione degli squilibri e a una più forte sincronizzazione dei ciclo economico tra i Paesi". A giudizio del vice- presidente, infatti, "riprendere una reale convergenza economica tra i Paesi membri è vitale per l'area euro". Questa "è la prossima sfida fondamentale e richiederà più riforme strutturali ed istituzionali sia a livello nazionale che europeo", ha precisato Constancio. E intanto le indiscrezioni sul fatto che una decisione sul Qe possa essere ritardata hanno riportato l'euro di nuovo sotto quota 1,19 dollari sul mercato dei cambi.
















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