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Biden: democrazia a rischio

CASA BIANCA 2020/VOLA NEI SONDAGGI E ATTACCA TRUMP: “VOMITA ODIO”

NEW YORK. Il mite Biden, quello che Donald Trump irride soprannominandolo ‘Sleeping Joe’, il ‘morto di sonno’, tira fuori le unghie. E nel primo vero comizio della sua campagna elettorale, sferra l’attacco più duro al tycoon, accusandolo di dividere gli americani e di distruggere la reputazione dell’America nel mondo.

“Se il Paese vuole un presidente che vomita odio non ha bisogno di me, perché già ne ha uno che lo fa”.

Poi l’appello all’elettorato Usa: “La minaccia alla nostra democrazia è reale. E in questo momento l’unica cosa veramente importante è battere Donald Trump”. I sondaggi per ora lo premiano: vola l’ex vicepresidente, che tra i candidati democratici stacca di oltre 22 punti il diretto inseguitore, Bernie Sanders, ed è avanti su Donald Trump di 11 punti, secondo l’ulti- mo sondaggio della conservatrice Fox.


Biden, per il suo primo vero bagno di folla, sceglie Filadelfia, città simbolo della storia americana, quella dell’amore fraterno, dove fu adottata la Dichiarazione di Indipendenza e non lontana dalla natia Scranton. Non solo: il messaggio dell’ex vicepresidente all’elettorato è che gli Stati industriali della cosiddetta Rust Belt, come la Pennsylvania, stavolta non saranno dimenticati. Non si ripeterà il tragico errore di valutazione che nel 2016 consegnò la vittoria a Donald Trump. Per questo il front runner dei democratici ha scelto Filadelfia anche come quartier generale della sua campagna elettorale.


Il palco da cui parla, sul quale è stato introdotto dall’aspirante first lady Jill Biden, è poco distante dalla iconica Rocky Steps, la scalinata dell’Art Museum di Philly. Ma l’ex braccio destro di Barack Obama (definito “una persona straordinaria”) spiega chiaramente che non gover- nerà l’America “con il pugno chiuso”, e che un leader può combattere per il pro- prio Paese anche aprendo e tendendo la mano agli altri. Per questo il suo appello è a tutti, “democratici, repubblicani, indipendenti”.

Biden lancia un chiaro segnale soprattutto ai suoi, ai democratici e alla nuova generazione che sta spostando l’asse del partito sempre più a sinistra, criticando i toni moderati e guardando più a candidati come il socialista Bernie Sanders o la liberal Elizabeth Warren: “Molti dicono che più siamo arrabbiati e meglio è. Ma io non la penso così. Dobbiamo unire il Paese, non contribuire a dividerlo. Per questo la mia strada sarà diversa da quelle di altri”.

Biden lancia quindi lo slogan “Beat Trump’, ma non vuole scendere sullo stesso piano del tycoon, ricorrere allo stesso tipo di linguaggio o di retorica incendiaria.


“Noi abbiamo scelto l’unità alle divisioni, la speranza alla rabbia”. Per lui quello che conta è un’America le cui varie anime tornino a convivere senza paure o tensioni e un’America che recuperi il rispetto dovuto sul palcoscenico internazionale.

Ma non tutti tra i democratici sono convinti che l’ex vicepresidente sia il vero anti- Trump, l’antidoto giusto al tycoon. E se i sondaggi sono dalla sua parte, in molti ricordano come nel 2015, prima che partisse la stagione dei dibattiti delle primarie, anche Jeb Bush tra i repubblicani era in testa in tutte le rilevazioni ed era visto come l’indiscusso front runner. Trump allora era in fondo alla lista. Poi si sa come è andata a finire.

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