Biden, front runner assediato
- Redazione
- 25 giu 2019
- Tempo di lettura: 3 min
PRESIDENZIALI 2020/PRIMO DIBATTITO IN TV DEI DEM IN VISTA DELLE PRIMARIE
di Ugo Caltagirone

WASHINGTON. C’è chi ha affittato la sala conferenze di un hotel a cinque stelle, chi più modestamente si è sistemato negli uffici della propria campagna elettorale e chi non si è potuto permettere che una stanza d’albergo. C’è anche chi ha scelto i locali di un ex concessionario d’auto dove sulle pareti campeggia un murales di John Lennon. E’ una corsa contro il tempo per i candidati democratici alla Casa Bianca che si preparano ad affrontare il primo dibattito tv in vista delle primarie. E sotto il fuoco di fila di veri e propri sparring partner nelle vesti degli avversari si allenano per ore ripetendo programmi elettorali e simulando battibecchi e scontri, imparando con degli istruttori ad hoc a compiere le giuste mosse davanti alle telecamere. Perché basta un minimo dettaglio per mandare tutto a monte. L’avventura parte domani e giovedì in Florida, da sempre uno degli Stati chiave di ogni elezione presidenziale. E il Sunshine State è anche la seconda casa di Donald Trump, la cui cacciata dalla Casa Bianca è l’obiettivo che sicuramente accomuna l’affollato schieramento dei candidati democratici. Un piccolo esercito, che spiega la decisione di spalmare l’evento in due serate. Ed è sicuramente la seconda quella più attesa, quando sul palco dell’Adrienne Arsht Center for the Performing Arts di Downtown Miami saliranno i nomi più quotati: l’ex vicepresidente Joe Biden, finora in testa a tutti i sondaggi, e il senatore socialista Bernie Sanders, finora il suo più pericoloso inseguitore. Entrambi avranno più tempo per esporre i loro piani, non avendo bisogno di presentarsi al grande pubblico. Saranno affiancati invece da chi sa che quella di giovedì potrebbe essere un’occasione unica per catapultarsi definitivamente sul palcoscenico nazionale, oppure cadere nell’oblio. Tra questi la senatrice californiana Kamala Harris, che giocherà la carta di essere donna e strizzerà l’occhio alle minoranze, essendo di origini asiatiche e afroamericane. Ma ci sarà anche il sorprendente sindaco millennial di South Bend Pete Buttigieg, la vera sorpresa finora, che aspira a diventare il primo presidente americano apertamente gay. In grandissima ascesa nei sondaggi, il sindaco Pete ha di fatto soffiato al texano Beto O’Rourke lo scettro di astro nascente dei dem. Anche se una tegola potrebbe frenare la sua corsa: le contestazioni nella sua città della comunità afroamericana inferocita per l’uccisione di un nero da parte della polizia. Harris e Buttigieg sperano di contrastare la vecchia guardia auspicando un salto generazionale. Facile prevedere un assedio al front runner Biden, che punterà tutto contro Trump ma dovrà stare attento a non scivolare su nuove gaffe, come quella delle lodi a due ex senatori segregazionisti, che negli ultimi giorni ha fatto parlare più delle sue proposte. Anche su questo si sta allenando l’ex vicepresidente, con l’aiuto del suo ex capo di gabinetto Ron Klain, un vero professionista del campo che fu chiamato a preparare anche Barack Obama e Hillary Clinton. Mentre Sanders si presenterà con il suo ambizioso piano di cancellare il debito di 45 milioni di studenti americani che ammonta a 1,6 miliardi di dollari, reperendo le risorse necessarie con una super tassa su Wall Street che dovrebbe raccogliere 2 mila miliardi in dieci anni. Elizabeth Warren, che insidia Sanders nei sondaggi, è destinata a dominare la scena nella prima serata dove ci saranno anche O’Rourke e il sindaco di New York Bill de Blasio. Ma la vera incognita è Trump: di certo davanti alla tv, potrebbe farsi sentire a suon di tweet. Un incubo per i dem a cui il tycoon nelle ultime ore ha lanciato un chiaro messaggio di sfida: “Non mi è mai piaciuto perdere”.
















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