Bocciato il Parco del Colosseo
- Redazione

- 8 giu 2017
- Tempo di lettura: 3 min

IL TAR: “ECCESSO DI POTERE DEL MIBACT”. LA RAGGI ESULTA: “ROMA RESTA DI TUTTI”
ROMA. Il ministro “non aveva alcun potere” di creare il Parco del Colosseo. Arriva come una bomba sulla riforma della cultura firmata da Franceschini, la decisione del Tar del Lazio che accoglie i ricorsi presentati dal Campidoglio e dai sindacalisti della Uil contro la riorganizzazione dell’area archeologica centrale di Roma. Stop al super parco con i gioielli più ricchi dell’archeologia romana, dall’Anfiteatro Flavio alla Domus Aurea, dai Fori al Palatino. E stop anche al concorso internazionale - già avviato - che entro la fine di giugno avrebbe dovuto indicare il nuovo direttore manager. “Hanno vinto i cittadini, Roma resta di tutti”, twitta soddisfatta la sindaca della capitale. Il ministro però non si arrende: “Impugneremo subito”, annuncia battagliero all’Ansa. Poi l’affondo: “Purtroppo non posso dire che sono stupito. Stesso Tar, stessa sezione della sentenza sui direttori stranieri”. Il braccio di ferro tra il governo e l’amministrazione della capitale insomma continua, ma dopo la bocciatura che qualche giorno fa ha mandato a casa i direttori di 5 nuovi musei autonomi (la sentenza sul ricorso presentato dal Mibact è attesa per il 15 giugno) per l’Italia e per il governo arriva una nuova, clamorosa, figuraccia. Tant’è, nelle 36 pagine in cui si articola il provvedimento, i giudici amministrativi spiegano perché hanno dato ragione su tutta la linea alla giunta Raggi e ai sinda- calisti Uil. E vanno giù durissimi: “Le disposizioni di legge non hanno attribuito al ministro alcun potere di creare un nuovo ufficio dirigenziale generale, come quello istituito per il Parco archeologico del Colosseo”, premettono chiarendo perché hanno deciso di annullare il decreto mini- steriale che istituisce il contestato Parco equiparandolo a Pompei e ai grandi Musei Autonomi lanciati due anni fa. Ma il problema, secondo i giudici amministrativi, non è solo questo. Un Parco del Colosseo, convengono con l’amministrazione 5 stelle della capitale, “avrebbe comportatola perdita per la città di Roma di gran parte dei proventi del Colosseo e avrebbe sancito la eliminazione della rilevanza unitaria dell’area all’interno delle Mura Aureliane, oggetto della tutela Unesco”. Perché Roma capitale, sostengono in sostanza i giudici, non è una città qualunque, il suo statuto le attribuisce “un particolare ruolo nell’attività di valorizzazione dei beni culturali romani, rispetto a cui lo Stato, pur mantenendo le proprie funzioni in materia di organizzazione dei propri uffici, non può incidere unilateralmente”. La scelta, insomma, avrebbe dovuto comunque essere condivisa, tanto che con il suo “eccesso di potere” il provvedimento firmato da Franceschini, viola “il principio della leale collaborazione tra gli enti”. Per il ministro Pd, che vedeva nella riorganizzazione del Colosseo l’ultima corposa tranche della sua riforma, è un colpo durissimo che mina alle basi quella che lui - fortemente sostenuto dal governo Renzi - ha sempre orgogliosamente indicato come una rivoluzione. Tutto falso, solo “fake news”, “assolutamente infondati i calcoli”, ha replicato più volte nelle scorse settimane alla sindaca e agli intellettuali che lo accusavano di togliere risorse alla capitale d’Italia e di aver voluto creare “una Roma di serie A e una Roma di serie B”. “Accetto le critiche ma non le balle: le risorse rimangono come prima, l’80 per cento su Roma il 20 per cento a un fondo di solidarietà per i musei minori, come avviene in tutta Italia”. Anche oggi, a bocciatura avvenuta, ribadisce: “Fatico a capire perché 31 Mu- sei e Parchi Archeologici autonomi, dagli Uffizi a Pompei alla Reggia di Caserta, vadano bene e il 32/o, il Parco del Colosseo, giuridicamente identico a tutti gli altri, invece no..”. Gli uffici legali del Mibact sono al lavoro per preparare il ricorso al Consiglio di Stato e la richiesta di sospensione della sentenza, sperando in una risposta rapida. La battaglia continua.
















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