Bologna, proteste a catena
- Redazione

- 12 feb 2017
- Tempo di lettura: 2 min
CENTINAIA DI MANIFESTANTI SCENDONO IN PIAZZA PER IL TERZO GIORNO CONSECUTIVO

BOLOGNA. Nuovo giorno di mobilitazione, il terzo, in zona universitaria a Bologna. Diverse centinaia di manifestanti del Collettivo universitario autonomo (Cua) e di altre realtà antagoniste sono tornate a darsi appuntamento in Piazza Verdi, centro dell’Ateneo. Da qui è partito un corteo, dietro un furgoncino con casse e lo striscione “Contro la Bologna della repressione e dell’austerità”.
La manifestazione si è snodata per un’ora e mezza lungo le vie del centro, provocando qualche disagio al traffico, per poi concludersi pacificamente in Piazza Maggiore, sotto le finestre di Palazzo d’Accursio, sede del Comune.
I manifestanti hanno gridato a più riprese slogan in favore della liberazione di Sara e Orlando - i due ragazzi ai domiciliari per gli scontri di venerdì - contro il rettore dell’Università Francesco Ubertini, il questore Ignazio Coccia e il sindaco Virginio Merola.
Le proteste sono cominciate giovedì con lo sgombero da parte della polizia della biblioteca di lettere, dove il Cua ha deciso di togliere i tornelli che l’Ateneo aveva posto all’ingresso della sala studio, per avere il controllo degli accessi. Una decisione che aveva provocato la reazione degli antagonisti, ed era finita con cariche e scontri anche dentro la biblioteca.
Venerdì nuovo corteo e nuovi scontri, con l’arresto di un ragazzo di 24 anni, Orlando, e di una ragazza di 22, Sara, che ieri sono comparsi in tribunale per l’udienza di convalida. Il giudice Roberto Giovanni Mazza ha deciso per loro la custodia cautelare ai domiciliari (come chiesto dalla Procura). Il processo per i due è stato rinviato al 9 marzo.
Intanto la Procura, tra i reati da contestare agli attivisti coinvolti nei disordini di piazza, sta “approfondendo” e “valutando” anche l’associazione a delinquere. Il procuratore capo, Giuseppe Amato, lo ha detto rispondendo ai giornalisti. “Ci sono i presupposti per approfondire questo tema”, ha spiegato, osservando che gli episodi degli ultimi mesi “non sono manifestazioni spontanee, ma hanno una modalità organizzata e dimostrano che dietro c’è un disegno, una strategia di fondo”.
Inoltre la Procura chiede al Gip l’emissione di provvedimenti cautelari nei confronti di alcuni esponenti dei collettivi, protagonisti anche delle ultime proteste. “Abbiamo valorizzato alcuni episodi contigui, unificando i fascicoli, da ottobre in avanti”, ha detto Amato. In pratica oggetto d’indagine e della richiesta al Gip, appena firmata, sono quindi anche le manifestazioni del collettivo Cua contro il cosiddetto “Caro Mensa”, in cui sono coinvolti gli stessi attivisti.
Esponenti del Cua parlando con i giornalisti hanno definito l’azione della Procura come un’assoluta provocazione. Da registrare sul fronte della reazioni ai disordini quella dei lavoratori della
conoscenza della Flc-Cgil Bologna e della Camera del Lavoro, critiche con l’Ateneo: “Le cariche degli agenti in tenuta antisommossa nei corridoi e tra i banchi delle Università sono immagini che non vorremmo mai più vedere. La scelta di fare intervenire la polizia ci appare grave e del tutto inadeguata a risolvere il problema”, che “pure esiste, e va affrontato, ma sicuramente non con queste modalità. Tanto che sono stati proprio i lavoratori e gli addetti della biblioteca a segnalare per primi alla dirigenza dell’Università il rischio che potesse determinarsi una situazione al limite della sostenibilità, dopo essere stati oggetto di alcuni ripetuti, gravi e inaccettabili episodi di violenza verbale e minacce nei loro confronti”.
















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