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Bombe al fosforo su Aleppo

  • 23 set 2016
  • Tempo di lettura: 3 min


BEIRUT. L'annuncio dell'Onu della ripresa degli aiuti umanitari ai civili è l'unica notizia positiva della giornata in Siria, dove i raid sono ripresi in grande stile su Aleppo est, controllata dai ribelli, con denunce da parte di attivisti dell'uso di bombe al fosforo. Mentre il presidente Bashar al Assad prevede che la guerra con- tinuerà, addossando tutte le colpe agli Stati Uniti, negando ogni sua re- sponsabilità per i bombardamenti sui civili e arrivando a negare che la parte orientale di Aleppo sia sotto assedio.

La ripresa delle operazioni uma- nitarie è stata annunciata a Ginevra da Jan Egeland, consigliere dell'in- viato speciale dell'Onu per la Siria, Staffan de Mistura. La sospensione era stata decisa dopo un bombardamento aereo su un convoglio che lunedì sera nei pressi di Aleppo ave- va ucciso 21 operatori umanitari.

In un'intervista esclusiva all'agenzia Ap, Assad è tornato a respingere ogni accusa in merito all'episodio, così come hanno fatto i russi; ma è tornato sul bombardamento compiuto, e ammesso, dalla Coalizione internazionale a guida Usa sabato su una base delle forze siriane nella provincia orientale di Dayr az Zor, che ha provocato oltre 60 morti. Per il 'rais' l'attacco è stato "sicuramente intenzionale", ed ha avuto lo scopo di fare fallire il cessate il fuoco.

Accuse "ridicole", le ha definite il portavoce del dipartimento di Sta- to John Kirby. Assad ha anche detto che la guerra "si trascinerà" ancora per un periodo indefinito, addossandone la responsabilità ai Paesi che appoggiano i ribelli: Usa, Arabia Saudita, Turchia e Qatar.

Sulla stessa lunghezza d'onda, come sempre, le affermazioni venute ieri dalla Russia: "Gli Usa non possono garantire la realizzazione di una serie di elementi" dell'accordo per il cessate il fuoco, ha affermato il vice ministro degli Esteri Serghiei Riabkov che poi ha respinto, definendola "non attuabile", la proposta fatta mercoledì dal segretario di Stato Usa John Kerry di vietare le azioni dei velivoli in specifiche aree per garantire la distribuzione degli aiuti umanitari.

In questo scenario l'auspicio che i colloqui tra governo e opposizioni possano riprendere "nelle prossime setti- mane", espresso dall'inviato speciale aggiunto dell'Onu, Ramzy Ezzeldin Ramzy, appare a dir poco ottimista. Al- meno 50 raid aerei sono stati condotti nelle ultime 24 ore sui quartieri di Aleppo in mano ai ribelli, secondo l'Osser- vatorio nazionale per i diritti umani (Ondus).

Immagini di bombardamenti durante la notte diffuse dall'Aleppo Media Center, organo degli attivisti, mostrano quartieri illuminati a giorno da una luce bianca che secondo gli oppositori era provocata dalle esplosioni di bombe al fosforo. Nel sud della Siria l'Ondus ha segnalato un attentato suicida, con un bilancio di almeno 11 morti, nel villaggio di Inkhil, controllato dai ribelli. Al momento non vi è alcuna rivendicazione. Nel frattempo almeno 6 per- sone, tra cui 5 bambini, sono rimaste ferite da un colpo di mortaio sparato dal nord della Siria e caduto su un mercato della provincia frontaliera turca di Kilis. Ankara ha risposto con bombardamenti aerei e di artiglieria contro postazioni dell'Isis oltre frontiera.

Si è intanto conclusa ieri la prima fase dell'accordo tra regime e opposizioni armate per la resa del sobborgo di Waar, vicino a Homs, finora in mano agli insorti e sottoposto per oltre due anni ad un assedio che ha lasciato la popolazione senza cibo, medicine, cure mediche, acqua potabile, elettricità. Fonti sul terreno hanno detto che le prime 280 persone - 120 miliziani e i loro familiari - hanno lasciato Waar in direzione di altre zone sotto assedio e sempre controllate da insorti a nord di Homs.


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