Boom dell’Afd in Baviera
- Redazione

- 11 ott 2018
- Tempo di lettura: 2 min

BERLINO/L’ULTRADESTRA PREMIATA DAL VOTO DI PROTESTA, IN PICCHIATA LA CSU
BERLINO. L'ultradestra sa bene che per convincere i bavaresi, in vista delle urne di domenica prossima, servono toni pacati. E dunque i candidati di Alternative fuer Deutschland, incontrati a Monaco nei giorni scorsi insieme alla stampa straniera in Germania, giurano di essere dei bravi ragazzi. La loro impresa, stando ai sondaggi, starebbe riuscendo: sono dati intorno all'11% e nel sud della Germania partono praticamente da zero. Starebbero approfittando soprattutto del voto di protesta, promesso dagli scontenti della Csu (precipitata al 33%), che non digeriscono il teatrino della politica federale agitato soprattutto da Horst Seehofer. "Siamo gente carina, non c'è nessuna indulgenza da parte nostra a nessuna forma di razzismo", ha affermato Uli Henkel, uno dei candidati del partito che in Baviera ha scelto di non avere alcuna figura leader di riferimento. Si descrivono come conservatori, "come ce ne sono di onorati in ogni parte del mondo" e sono convinti di dover offrire un contributo democratico a un Paese che ormai avrebbe "un problema di democrazia". "Prima i verdi contestavano Angela Merkel, ora li vedi passeggiare con quelli della Cdu" e "sono pronti ad allearsi con i cristiano sociali" di Horst Seehofer, a Monaco. Morale della favola: "prendono in giro gli elettori". "In Germania non esiste più un'opposizione", è l'analisi. E Afd vuole dare un'alternativa: "Se ne facciano una ragione, siamo nati per restare". I fatti della Sassonia certo hanno danneggiato il partito: "non ne siamo stati entusiasti. Ma questa concentrazione su Chemnitz è patologica", secondo questo giurista di 63 anni, che prova a rassicurare la stampa, tirando fuori qualche immagi- ne dalla sua storia personale. "Nel 68 ero un capellone", afferma. Poi ha votato per la Csu a lungo, e talvolta per i Liberali, "ma solo per motivi strategici". Fino all'incontro con l'Afd, ai tempi di Bernd Lucke, l'economista euroscettico che lo fondò. Ma Henkel si dice addirittura entusiasta della conduzione attuale di Alexander Gauland e Alice Weidel, che si sono spinti energicamente più a destra. Dagli estremisti invece prova a prendere le distanze: se gli si chiede di Bjoern Hoecke, l'anima radicale del partito che ha definito il monumento all'olocausto di Berlino una "vergogna", Henkel risponde con un paragone in- quietante, "anche l'Spd ha il suo Edathi". E cioè un deputato che finì in un enorme scandalo perché coinvolto in un caso di pedopornografia. Stando al confronto, di Hoecke a Monaco i colleghi di partito non sono esattamente dei fan.
















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