BORSE/Hong Kong vuole comprare Londra per 36mld
- Redazione
- 12 set 2019
- Tempo di lettura: 3 min

MILANO. Mentre Londra è nella bufera della Brexit e a Hong Kong imperversano le proteste contro la legge sulle estradizioni in Cina, l'Hong Kong Exchanges and Clearing presenta, a sorpresa, un'offerta da 31,6 miliardi di sterline (circa 36 miliardi di euro) per acquisire il London Stock Exchange Group, che controlla anche la Borsa di Milano. L'obiettivo è ridisegnare la mappa mondiale dei mercati di capitali. Sull'operazione pesano però dubbi, soprattutto di natura geopolitica, viste le tensioni crescenti tra Cina ed Hong Kong, poiché l'offerta potrebbe avere un sapore troppo 'cinese' per Londra, cuore pulsante della finanza mondiale. In Italia è la Lega ad esprimere perplessità: "Borsa Italiana, le cui infrastrutture di mercato rappresentano un asset strategico per il nostro Paese, sono a rischio di diventare di proprietà di un attore economico extracomunitario?", chiede il il deputato Giulio Centemero.
L'annuncio ha fatto in un primo momento schizzare il titolo del Lse del 16%, che poi ha ripiegato e ha chiuso in rialzo del 6,3%. Segno che il mercato è incerto sull'esito delle nozze. Diversi operatori sono scettici: innanzitutto per le resistenze d'ordine politico, ma anche per alcune buone ragioni strettamente economiche. A inizio agosto infatti il Lse aveva raggiunto un'intesa per rilevare Refinitiv, provider di dati finanziari e di piattaforme di trading, con un'operazione da 27 miliardi di dollari, dopo non essere riuscito ad unire le forze con la Borsa di Francoforte per problemi di Antitrust. Per gli operatori l'acquisizione di Refinitiv è per il Lse una buona opportunità di consolidamento, e ritenuta vantaggiosa soprattutto dagli azionisti. La proposta lanciata ieri dalla Borsa della ex colonia britannica prevede un'offerta di 20,45 sterline in contanti e 2,495 azioni Hkex di nuova emissione per ciascuna azione Lse, valorizzando così ogni azione Lse 83,61 sterline, con un premio del 23% sulla chiusura di martedì. Stando ai calcoli di Bloomberg, gli azionisti del gruppo della Borsa londinese possederebbero circa il 41% della società combinata che nascerebbe. L'amministratore delegato della piazza asiatica, Charles Li, ha spiegato che da tempo la società aveva considerato l'accordo "ambizioso e di vasta portata". Il London Stock Exchange ha reagito annunciando che prenderà in esame la proposta "non sollecitata" e comunicherà le sue decisioni "a tempo debito", confermando però l'impegno per l'acquisizione di Refinitiv. Alcuni analisti sottolineano poi che si tratta di un'operazione con un tortuoso processo di Antitrust, con grandi profili di incertezza. Alcuni commenti fanno già capire il clima. Il segretario per gli affari economici del Regno Unito, Andrea Leadsom, ha spiegato che la Gran Bretagna seguirà "con molta attenzione" qualsiasi investimento nel Lse. Per Chris Turner, analista di Berenberg, i rischi politici sono "il principale ostacolo", visto che la potenziale acquisizione "vedrebbe una società cinese acquisire i primari mercati azionari di Regno Unito e Italia, nonché infrastruttura chiave per i mercati del debito europeo". D'altro canto per Andrew Sullivan, direttore di Pearl Bridge Partners, l'operazione ha senso per Hong Kong perché ha già un legame con il London Metal Exchange (acquisto nel 2012, ndr) e per Londra "che vuole rimanere un hub di yuan". Michael Werner, di Ubs, pur notando che l'offerta connetterebbe i consolidati mercati finanziari occidentali con quelli emergenti asiatici "saremo sorpresi di vedere il management e il cda di Lse preferissero un'offerta di acquisto da Hkex" e, date le proteste ad Hong Kong, "questo si aggiunge al potenziale rischio percepito di una proposta fusione".
















Commenti