Bpm/Rossi con i pensionati: solidi anche senza fusione
- 5 ott 2016
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MILANO. I soci pensionati della Bpm restano sulle barricate e promettono di contrastare la fusione con il Banco Popolare. Dopo l'Associazione Lisippo anche il Patto per la Bpm, al termine di un consulto con i suoi associati, ha infatti confermato che voterà no nell'assemblea del 15 ottobre. All'incontro hanno preso parte il presidente del consiglio di sorveglianza, Nicola Rossi, e tre consiglieri (Emanuele Cusa, Carlo Bellavite Pellegrini e Daniela Venanzi). Proprio Rossi, espressione dei soci pensionati, ha cercato di 'sdrammatizzarè il confronto tra sì e no, escludendo scenari apocalittici: "La banca è solida e perfettamente in grado di pensare al proprio futuro qualunque sia il voto dell'assemblea". Una presa di posizione che arriva nel giorno in cui il consigliere delegato, Giuseppe Castagna, in un'intervista al Sole 24 Ore, ha parlato di "rischio scalata" per Bpm se dovesse saltare la fusione. Una minaccia, quella di un'opa ostile, che dovrebbe spingere i dipendenti a votare in massa per il sì. Se vincesse il no, infatti, si "troverebbero in una Spa senza protezioni, non sapendo quale potrebbe essere il loro destino". Le dichiarazioni dei vertici della banca danno l'idea di un istituto che si avvicina in ordine spasso a un'assemblea cruciale per il suo futuro. Rossi ha ribadito l'impegno a svolgere il ruolo di "arbitro imparziale" nell'assise e non ha escluso il ricorso al voto elettronico, una modalità di espressione palese ma più riservata di quella per alzata di mano, gradita ai pensionati. "L'orientamento che noi raccogliamo dai nostri iscritti è negativo rispetto all'operazione" ha detto Luigi Colombo, presidente del Patto, che ha apprezzato le parole di Rossi, invitando a non agitare "spettri catastrofistici insensati" e manifestando la disponibilità al confronto con Castagna ("siamo sempre pronti al dialogo") per strappare qualche riconoscimento in termini di welfare e governance. Oggi il banchiere ha iniziato a Foggia il suo road show tra i dipendenti, in gran parte schierati per il sì dopo gli accordi che garantiscono il mantenimento di buona parte delle loro prerogative di welfare nel nuovo gruppo. Oggi toccherà a Roma, a seguire Alessandria, Bologna e Milano. Per vincere in assemblea il progetto di fusione deve raccogliere i due terzi dei voti. I soci Bpm sono 47 mila circa, di cui 7.600 dipendenti e un migliaio vicini a Piero Lonardi, favorevole all'operazione. I pensionati, a differenza dei dipendenti, potranno però portare fino a 10 deleghe. Si parla, per ora, di un migliaio di simpatizzanti tra Lisippo e il Pat- to per Bpm, ma i numeri sono ballerini. Intanto la Borsa continua a considerare rischioso il passaggio assembleare, con la Bpm che tratta a premio di circa l'11% rispetto al concambio fissato con il Banco Popolare.
















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