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Brexit, 3 mld l’anno l’impatto sull’agricoltura Ue

  • 18 ott 2016
  • Tempo di lettura: 2 min

PER I RAPPRESENTANTI DELLE ISTITUZIONI EUROPEE LA “RIFORMA PAC AVVERRÀ SOLO DOPO IL 2020”


BRUXELLES. Lo shock politico della Brexit deve essere ancora tradotto in effettivi termini economici e finanziari. Già da ora però esperti delle istituzioni Ue ritengono che il divorzio di Londra dall'Ue avrà un impatto sulla politica agricola europea (Pac) di circa tre miliar- di di euro l'anno.

Un 'costo' che la Pac può tecnicamen- te e finanziariamente affrontare, ma al- lora diventa urgente tirarne le conse- guenze politiche: dalla costruzione di una nuova relazione agroalimentare con Londra, al rilancio di investimenti mirati anche all'innovazione, da nuovi strumenti di gestione dei rischi (cata- strofi e volatilità dei prezzi), ad un ta- glio della burocrazia per gli agricoltori, dalla messa al bando di pratiche com- merciali sleali nella catena alimentare, ad un rapporto positivo tra alimentazione e salute.

Sono le grandi linee delle conclusioni a cui è giunto il «Forum Food Global» svoltosi nel week end alla Cascina Er- batici in provincia di Pavia, e organiz- zato dal Think tank 'Farm Europe' in col- laborazione con Confagricoltura il cui presidente, Mario Guidi, ha guidato i lavori degli oltre 200 alti rappresenti di istituzioni europee, organizzazioni agri- cole, aziende ed esperti presenti.

Da queste conclusioni scaturiranno le raccomandazioni che verranno pre- sentate a dicembre al Parlamento e alle altre istituzioni Ue.

Dai lavori è emersa anche la convin- zione degli esperti europei che per ''re- alizzare una profonda riforma della Pac bisognerà attendere il dopo 2020'': un anno prima verrà formata una nuova Commissione europea ed eletto un nuo- vo Parlamento.

Ciò non toglie che la revisione a metà percorso del bilancio Ue, le proposte di modifica della Pac (con il provvedimen- to omnibus) e le nuove proposte di Bru- xelles sull'ammodernamento agricolo che, si apprende, saranno pronte nel2017, dovrebbero riportare il settore al centro della politica e dell'attenzione dei cittadini. L'obiettivo: fare capire loro l'importanza che riveste l'unico settore integrato dell'Ue. La posta in gioca é elevata: l'Italia at- tualmente esporta oltre Manica alimen- ti per un valore annuo di circa 2,9 mi- liardi di euro e ne importa per 562 milio- ni. Londra invece, dai partner dell’Ue ne acquista per 35,5 miliardi e ne esporta per 13,9 miliardi. Restano incertezze sul futuro bilancio Ue (38 per cento va alla Pac) e della necessità di ricercare altri approcci per alimentare le risorse euro- pee, come indicato da Giovanni La Via, presidente della commissione ambien- te del Parlamento Ue. Sul fronte del bilancio Ue non si at- tendono modifiche - hanno spiegato gli esperti - fino alla fine della programma- zione 2014-2020 a cui parteciperà anco- ra Londra. In seguito bisognerà definire quan- to costerà alla Gran Bretagna partecipa- re al mercato unico Ue. L'auspicio del ministro per le Politiche agricole Mau- rizio Martina è che l'uscita del Regno Unito ''diventi una opportunità anche se - dice - sono preoccupato su come sta andando la discussione generale. Mi sembra che ci siano ancora troppi interrogativi. Dopo di che, dobbiamo lavorare assolutamente perché non sia un danno, ma che si riveli alla fine un'occasione per ricostruire un quadro equilibrato''. Il ministro per l'Ambiente Gianlu- ca Galletti ha invece sostenuto la ne- cessità di passare ''dall'economia line- are del '900 ad un'economia circolare'', che sia sostenibile per le risorse na- turali.


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