Bruciato per un cellulare
- 26 nov 2017
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PIOMBINO/L’UOMO RITROVATO CARBONIZZATO: UNA GUARDIA GIURATA CONFESSA L’ASSASSINIO

PIOMBINO (Livorno). Avrebbe ucciso Hamdi Fathel, 32 anni, dopo un litigio per un telefono cellulare, valore 500/600 euro, di cui il tunisino si sarebbe impossessato.
L'uomo, Marco Longo, una guardia giurata di origine siciliana, 33 anni, ha confessato l'omicidio durante un lungo interrogatorio condotto dal pm di Livorno Fiorenza Marrara.
Il corpo di Fathel venne trovato legato al letto, completamente carbonizzato, martedì scorso a Piombino (Livorno). Sui suoi occhi l'assassino aveva lasciato due monete da 20 centesimi. Nella stanza, completamente bruciata dalle fiamme, venne trovato anche un coltello. Longo, secondo quanto spiegato dal procuratore Ettore Squillace Greco, che ha ringraziato polizia e carabinieri che hanno lavorato per arrivare alla soluzione dell'omicidio, ha fornito una sua versione dei fatti sulla quale le indagini proseguono anche se sono già stati riscontrati tutti gli elementi acquisiti che hanno portato al suo fermo.
A partire dal fatto che lo ha ucciso con 3 colpi di pistola, una Beretta calibro 7.65 modificata con un silenziatore artigianale: due al petto e uno alla testa.
Il tunisino uscito da poco dal carcere,dove aveva scontato una condanna per spaccio di droga, aveva ricontattato Longo, un passato di tossicodipendenza ma che si era rifatto una vita (è sposato con due figli piccoli). All'extracomunitario il 33enne aveva detto che non voleva più avere a che fare con lui. La notte tra lunedì e martedì scorso la guardia giurata è andata a casa del pusher proprio con l'intenzione di riprendersi il telefonino. Conoscendolo da tempo aveva deciso di andarci armato.
L'idea di dare fuoco al corpo, ormai senza vita, e alla stanza ha raccontato che gli è venuta subito dopo aver recuperato il cellulare e un proiettile, quello fuoriuscito dalla testa del tunisino ("particolare che nessuno poteva conoscere se non l'assassino", ha detto il pm Marrara).
A Longo gli inquirenti, che lo hanno bloccato venerdì in un centro estetico di Venturina, sarebbero arrivati anche dopo aver sentito altre persone. Ad alcuni amici intimi la guardia giurata aveva raccontato quanto successo, spiegando di non riuscire a vivere con quel rimorso, mentre non aveva detto niente alla moglie. Le indagini proseguono per capire se ci sia un ulteriore movente o se ci siano altre persone coinvolte.
















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