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Bruxelles non si allarma

  • 7 dic 2016
  • Tempo di lettura: 2 min


BRUXELLES. Le conseguenze della crisi italiana non sono peggiori di quelle della Brexit sul futuro dell’Unione. Bruxelles getta acqua sul fuoco dell’allarme lanciato dalle colonne del Financial Times. Il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker si è sentito col premier Matteo Renzi per capire che direzione prenderà la gestione della crisi, mentre i servizi dell’esecutivo europeo continuano a tenersi “in stretto contatto con le autorità” italiane sulla difficile partita per Mps. “Sono pronte a dare seguito” alle misure decise “se e quando necessario”, assicura il vicepresidente dell’esecutivo comunitario Valdis Dombrovskis.

Dall’altra sponda dell’Atlantico, il presidente degli Usa Barack Obama ha telefonato a Renzi per ringraziarlo dell’amicizia e della collaborazione di questi anni. “L’Italia rimarrà uno degli alleati più vicini,più saldi e più indispensabili degli Stati Uniti”, ha assicurato Obama nel corso della telefonata.

Tornando alla Ue, il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha sottolineato che c’è anche una “buona notizia” ed “è che l’economia non sembra distratta più di tanto dalla crisi in Italia: alcuni istituti di credito avevano dei problemi, ce li hanno ancora e li stanno risolvendo, come ieri e l’altro ieri”, ha detto entrando alla riunione dell’Ecofin, a cui il ministro Pier Carlo Padoan non ha partecipato.

Secondo l’olandese, a preoccupare è più “l’instabilità politica” di quella economica, ma ciò fa “parte della democrazia e dobbiamo accettarlo”. “Sta ai cittadini decidere chi sta al governo, quindi vedremo il risultato in Italia e in altri Paesi, amo ancora l’idea delle elezioni, quindi facciamole”, commenta Dijsselbloem.

Consapevole dei rischi di instabilità in agguato con l’incalzare dei movimenti populisti sugli appuntamenti elettorali del 2017 (sarà l’Olanda ad aprire le danze il 15 marzo, per poi proseguire col doppio turno in Francia tra aprile e maggio, mentre in autunno sarà la volta della Germania) Angela Merkel avverte che proprio in questo momento “dopo il fallito referendum in Italia”, “fare i compiti a casa” non è più sufficiente e sollecita ad “indirizzare” con urgenza tutta “l’energia per rafforzare la competitività” in Europa. Occorre “fare di tutto affinché l’Unione non esca dalle crisi più debole di quanto ci è entrata” avverte, ricordando

che la Germania è “un’ancora di stabilità”. Ma c’è anche chi,come Madrid,spera di trarre qualche beneficio dalla caduta di Renzi. “La Spagna deve fare un passo avanti nell’Europa della poli-crisi” titola Abc, spiegando che la diplomazia spagnola “approfitterà della caduta del premier italiano per rilanciare Mariano Rajoy grazie all’aiuto di Merkel”, nel “direttorio” europeo.


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