Bruxelles, torna il terrore
- 6 ott 2016
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ACCOLTELLATI DUE POLIZIOTTI IN DIVISA. LA CAPITALE BELGA RIPIOMBA NELL’ATMOSFERA DI TENSIONE

BRUXELLES. Torna la paura del terro- rismo a Bruxelles. La capitale belga è ripiombata all'improvviso nell'atmosfera di tensione che dal 22 marzo scorso - giorno degli attentati all'aeroporto e nella metro che fecero 32 morti - fa da sotto- fondo alla monotonia della vita di tutti i giorni. Tutto è cominciato verso mezzogiorno, quando un cittadino belga di 43 anni, poi identificato come Hicham D., ha ag- gredito due poliziotti in divisa - un uomo e una donna - che erano in servizio nei pressi di un centro sportivo a Schaer- beek, quartiere-comune multietnico che dal centro si estende fino alla periferia della città. L'uomo ha colpito con un coltello i due agenti allo stomaco e al collo. Poi è stato bloccato dai poliziotti di un'altra pattuglia accorsa sul posto che, davanti alla sua reazione, gli hanno sparato a una gamba. Nessuno dei feriti versa in gravi condizioni. Un terzo poliziotto, nel tentativo di bloccare l'aggressore, avrebbe riportato la frattura del setto nasale. Dopo poche ore dall'accoltellamento dei due agenti la procura di Bruxelles ha trasmesso gli atti alla procura federale, l'unica autorizzata a occuparsi di terrorismo. E questo ha naturalmente avvalorato l'ipotesi di un attacco legato a precedenti, analoghe azioni terroristiche compiute recentemente nel Paese sebbene l'aggressore non abbia espresso alcuna rivendicazione nè durante l'azione nè al momento del suo arresto. L'attacco odierno ha ricordato in particolare quello avvenuto lo scorso agosto davanti al commissariato di polizia di Charleroi, ex città mineraria a Sud di Bruxelles, dove un algerino di 33 anni, Khaled Babbouri, accoltellò alcuni agenti al grido di 'Allah Akbar' cioè 'Allah è grande’. Il responsabile di quanto avvenuto oggi è stato invece identificato come un ex militare dell'armata belga che ha lasciato il servizio nel 2009. E che, secondo le prime informazioni filtrate dagli inquirenti, era già conosciuto ai servizi di sicurezza per contatti avuti con persone andate poi a combattere in Siria. Mentre le indagini proseguono, a far ripiombare la capitale belga in un clima di paura hanno contribuito anche gli allarmi bomba, con conseguente evacuazione temporanea, scattati nel pomeriggio alla Gare du Nord e nell'edificio che ospita la procura di Bruxelles. Allarmi risultati poi fortunatamente non giustificati dalla presenza di ordigni, così come lo sono stati altri due scattati alla gare du Sud di Charleroi e all'aeroporto della stessa città. Sono ormai due anni che i punti più sensibili di Bruxelles e altre città - stazioni, aeroporto, aree commerciali, uffici pubblici e sedi delle istituzioni europee - sono presidiati da militari pesantemen- te armati, una rete di controlli che però non ha impedito gli attentati del 22 mar- zo e che successivamente è stata ulteriormente rafforzata. Il livello di allerta resta comunque a 3 su una scala di 4 in attesa degli sviluppi delle indagini.
















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