Bruxelles vuole accelerare l’uscita, Londra via subito
- 25 giu 2016
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BRUXELLES. L’Europa perde il primo pezzo e men- tre le sue Borse in un gior- no bruciano 637 miliardi, si prepara ad un futuro che oggi appare incerto come mai in 70 anni.
“Non nascondo che il momento è politicamente drammatico”, ammette il presidente del Consiglio Donald Tusk quando non c’è più alcun dubbio sullo scioccante esito del referen- dum che cambia la storia della Ue. “Il popolo britan- nico ha scelto, noi rispettia- mo la decisione, ora si vol- ta pagina”, dice Matteo Ren- zi da Palazzo Chigi dopo una riunione con Padoan e Visco, assicurando che per l’Italia “l’Europa è la casa nostra, dei nostri figli e ni- poti”. Ma si dice anche con- vinto che “la casa va ristrut- turata”. “Intendiamo riaffer- mare la validità storica e l’importanza per il futuro dei nostri giovani dell’Unione
europea e delle sue prospet- tive che vanno rilanciate con convinzione”, dichiara il presidente della Repub- blica Sergio Mattarella In- tanto il Parlamento europeo è in prima fila nel chiedere che non si facciano altri sconti e non siano concesse dilazioni al Regno spezzato da David Cameron, Boris Johnson e Nigel Farage. L’Eurocamera ipotizza per- fino una revisione dei Trat- tati per bloccare sul nasce- re l’effetto domino. Ma non ce ne sono le condizioni politiche: col referendum costituzionale in arrivo in Italia, le elezioni in Francia e Germania nel 2017, all’ orizzonte ci sono almeno due anni di negoziato con Londra e nessuna certezza, se non quella che si cerche- rà di limitare i danni.
E dalla Germania trape- la il ‘piano B’ del ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble: offrire al Regno Unito un accordo di asso- ciazione doganale simile a
quello in vigore dal 1963 con la Turchia, escludendo però quelle ipotesi di inte- grazione in senso federali- sta vagheggiate da popola- ri, socialisti e liberali al Parlamento e che compor- terebbero eurobond o una garanzia comune dei depo- siti bancari.
Anzi, secondo il docu- mento, Berlino si dovrebbe preparare a resistere all’of- fensiva che “Commissione europea, Francia e Italia” potrebbero lanciare “sfrut- tando l’insicurezza del mo- mento”. Mentre i mercati mondiali crollano e gli eu- roscettici esultano, la Ue cerca una via d’uscita.
Rimettere nella lampa- da “il genio dell’ euroscet- ticismo” che Nigel Farage si vanta di aver liberato sarà però più difficile che mai. Per limitare lo choc, già all’ alba sono partite le prime frenetiche consultazioni tra le cancellerie e Bruxelles. Poi è stata la volta della riu- nione dei capigruppo del
Parlamento europeo, segui- ta dal summit di crisi nel- l’ufficio di Jean Claude Jun- cker con Tusk, Martin Schulz ed il premier olan- dese Mark Rutte detentore della presidenza di turno. Intanto a Lussemburgo per quella che doveva essere una ordinaria riunione del Consiglio Affari Generali, sono volati i ministri degli esteri.
Il primo messaggio è chiaro: bisogna dare certez- ze in fretta, per evitare l’ef- fetto domino. “Deve essere una sveglia per l’Europa” sintetizza Paolo Gentiloni. Al termine dell’incontro di Bruxelles è uno Juncker vi- sibilmente stanco quello che legge la dichiarazione co- mune.
Rassicura che “l’Euro- pa continua a 27", pressa Londra ad avviare al più presto la procedura d’usci- ta prevista dall’art.50 del Trattato di Lisbona (“ogni ritardo prolungherebbe l’in- certezza senza necessità”)
precisa che l’accordo nego- ziato da Cameron a febbra- io per lo ‘statuto speciale’ del Regno Unito “cessa di esistere”. E quando una giornalista britannica chie- de se oggi è l’inizio della fine dell’Europa, risponde con un secco “no”. Ma non ha la forza di argomentare e chiude una conferenza stam- pa stringatissima.
A mettere insieme le idee sul futuro di un’Euro- pa a velocità variabili sa- ranno altri protagonisti: il ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmaier ha invitato per oggi a Berlino i colleghi degli altri cinque paesi fondatori. In contem- poranea Matteo Renzi que- sta sera sarà all’Eliseo da Hollande. Lunedì entrambi voleranno da Angela Me- rkel a Berlino. Da martedì di nuovo tutti a Bruxelles per i due giorni del Consiglio europeo. E mercoledì il pri- mo ‘conclave’ della nuova Europa a 27, senza Came- ron.
















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