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Bucci, slalom tra i paletti


PONTE DI GENOVA/PRIMO GIORNO DA COMMISSARIO PER IL SINDACO CHE ANNUNCIA: NO A COMPENSI


GENOVA. Le imprese italiane non possono essere escluse dalla ricostruzione del ponte Morandi: nel suo primo giorno di incarico, il commissario Marco Bucci invia a Roma un messaggio chiaro. L'attenzione è tutta rivolta alle modifiche da apportare al decreto Genova in fase di conversione in legge.

Il sindaco Bucci e il governatore ligure Giovanni Toti di problemi al testo ne avevano segnalati molti, ma quello dell'articolo 1, che definisce il perimetro entro il quale ci si dovrà muovere per affidare i lavori, è il più spinoso.

"Il decreto lascia molta autonomia ma pone anche diversi paletti, io voglio togliere alcuni di quei paletti, in particolare per quanto riguarda la ricostruzione del ponte", spiega Bucci. "L'esclu- sione di Autostrade è una decisione del governo e come commissario devo fare quello che il decreto stabilisce - aggiunge -. Ma credo che ci siano imprese italiane che non hanno mai avuto nulla a che fare con il ponte Morandi e che devono avere la possibilità di giocare la loro partita".

C'erano pochi dubbi sul fatto che il primo cittadino-manager avrebbe da subito imposto la sua andatura veloce e il suo stile pragmatico, anche da commissario. E non ha tradito le attese, chiarendo anche di voler rinunciare ai 200 mila euro di compenso previsti per l'incarico. "Sono già un servitore dello Stato, lavoro come civil servant - dice - il fatto di poter lavorare come commissario dovrebbe essere un incarico gratuito, a parte le spese addizionalicome l'assicurazione, ma bisogna capire se è possibile". L'obiettivo è ambizioso, i tempi indicati sono strettissimi ("12-15 mesi") e il compito è di quelli che fanno tremare i polsi.

A ricordaglielo è l'amico-presidente Toti: "raccoglierà più grane che onori". Glielo ripete in serata anche sotto i portici di Piazza de Ferrari, pochi istanti prima della conferenza stampa di presentazione della manifestazione podistica Stragenova. "Hai ragione", sorride Bucci. Ma poi, serio, chiarisce: "Il mio incarico una patata bollente? No, è un lavoro importante per la città e per i genovesi, tutto il resto viene in secondo piano". I nodi da sciogliere sono in effetti ancora molti: servono più soldi per il finanziamento alle imprese, la certezza che gli sfollati vengano risarciti in tempi brevi e un sostegno al porto più sostanzioso.

Intanto, la road map dei primi giorni è già tracciata: "Il primo impegno da commissario è costruire un team di lavoro efficiente che possa servire per raggiungere gli obiettivi", rivela Bucci, che non esclude la possibilità che al suo fianco ci possa anche essere Claudio Andrea Gemme, la cui nomina a commissario è sfumata negli ultimi giorni. "Vedremo", dice. Infine, arrivano buone notizie dai sensori installati sulle pile Ovest di ciò che resta del viadotto, sulla sponda destra del Polcevera: i dati dicono che, una volta ottenuto il via libera del gip, la sottostante via 30 giugno può riaprire, dando finalmente alla Valpolcevera uno sbocco diretto sulla città.


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