Caldo soffocante in Europa
- Redazione

- 5 ago 2018
- Tempo di lettura: 2 min

SPAGNA E PORTOGALLO VICINE AI 48 GRADI: TRE MORTI PER I COLPI DI CALORE
ROMA. L’ondata di caldo che sta stritolando da giorni l’Europa meridionale assume sempre di più preoccupanti livelli africani, soprattutto in Spagna e Portogallo: nella penisola iberica, in questo fine settimana, si potrebbe superare il record continentale di 48 gradi. Sono scoppiati i primi incendi e si contano tre morti per colpi di calore. Più della metà del Portogallo è in allarme rosso, compresa la capitale Lisbona. Le temperature raggiungeranno i 45 gradi in alcune parti della regione centro-meridionale dell’Alentejo. Quasi 46 gradi sono stati già raggiunti nel distretto di Setubal. Mentre in Algarve centinaia di vigili del fuoco sono all’opera, perché oltre mille ettari sono già bruciati. Il rischio incendi coinvolge anche Lisbona, tanto che la protezione civile ha lanciato un’allerta via sms per lunedì. Restano alte anche le temperature minime, nella notte: i valori minimi si aggirano intorno ai 25 gradi in gran parte del territorio, sfiorando i 30 in alcune zone dell’interno al centro e al sud. Le autorità non hanno fatto mistero delle loro preoccupazioni e il presidente Marcelo Rebelo de Sousa ha parlato di “situazione molto seria”. In Spagna la situazione non è migliore. Trentasette province sono in stato d’allerta, in Andalusia le temperature potrebbero toccare i 45 gradi. Tre i morti, finora, vittime di colpi di calore in questa settimana, a Barcellona e Murcia. E per scongiurare la minaccia di incendi, dopo la tragica esperienza greca della settimana scorsa, la protezione civile ha lanciato un appello a non gettare per terra sigarette, spazzatura, e soprattutto bottiglie di vetro, che hanno un effetto riflettente. Tanto più che il forte vento potrebbe favorire la rapida propagazione delle fiamme. Spagna e Portogallo, in questo week-end, potrebbero superare il record di sempre in Europa per livello di temperatura, secondo quanto prevede lo Uk Met Office: il picco di caldo finora è detenuto da Atene, con 48 gradi raggiunti nel 1977. Il record Spagna è di 47,3 gradi, in Portogallo di 47,4. E tutto fa pensare che entrambe le barriere possano essere sfondate, perché la massa di aria calda in arrivo dall’Africa non diminuirà fino alla prossima settimana, accompagnata dalla sabbia che sta colorando il cielo con toni sahariani di giallo scuro. Cambiamento climatico, desertificazione, siccità, incendi, spesso dolosi: tutti fattori che di certo hanno contribuito a cambiare, in peggio, il paesaggio dell’Europa, anche in zone tradizionalmente risparmiate dal caldo torrido. In Svezia, un ghiacciaio di montagna si è sciolto così tanto che non sarà più il punto più alto del paese. La Gran Bretagna ha avuto il terzo luglio più caldo da oltre un secolo. In Olanda, le autorità sono state costrette a chiudere tratti di autostrade per lo scioglimento del manto. Persino il Circolo Polare Artico non è stato risparmiato dagli incendi, che hanno imperversato con violenza nelle sue foreste per settimane. Numeri allarmanti, del resto, rimbalzano anche da altre parti del mondo. Il Giappone ad esempio conta ben 96 morti per il caldo a luglio soltanto a Tokyo, quasi il quadruplo rispetto all’anno scorso. Mentre in California si continua a combattere con gli incendi.
















Commenti