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Camps: entreremo in Italia

MIGRANTI/OPEN ARMS ANNUNCIA L’INTENZIONE DI FORZARE IL BLOCCO IN CASO DI “SERI PROBLEMI”



ROMA. Se la situazione a bordo dovesse peggiorare e ci fossero "problemi seri" per i 121 migranti, "entreremo nelle acque italiane". Bloccata da sette giorni a 30 miglia da Lampedusa, Open Arms lancia la sfida a Matteo Salvini e subito dopo annuncia un ricorso al tribunale dei minori di Palermo affinché intervenga disponendo lo sbarco dei 32 minorenni. "Si ricordino - è l'immediata risposta del ministro dell'Interno - che per loro le acque territoriali sono chiuse e siamo pronti a sequestrare la nave". "La situazione a bordo è complicata - dice in un'intervista a Catalunya Radio il fondatore della ong catalana Oscar Camps - ci sono casi che necessitano di assistenza medica quotidiana e altri che hanno bisogno di assistenza psicologica costante per quel che hanno subito in Libia". Per questo "se avremo problemi seri entreremo nelle acque italiane". "Tra poco finiremo cibo e bevande - aggiunge il comandante della nave, Anabel Montes Mier - e siamo preoccupati per lo stato psicologico di chi è a bordo, che peggiora di giorno in giorno a causa dell'incertezza di non sapere cosa accadrà loro. Stiamo resistendo, ma più tardi arriva una risposta e più la situazione peggiorerà". Dalla Ong parte anche un'altra mossa: un ricorso al tribunale e alla procura dei minori di Palermo affinché dispongano lo sbarco dei minori e nominino dei tutori per quelli non accompagnati. "Faremo di tutto affinché le convenzioni internazionali, le normative, gli obblighi ed evidentemente anche i diritti di queste persone, vengano rispettati" dice il presidente Riccardo Gatti denunciando la "prepotenza e l'abuso istituzionalizzato" da parte dell'Italia e di Malta. Al momento, però, Open Arms resta in mezzo al mare. Malta ha ribadito il suo no e l'unico segnale inviato dall'Italia alla nave è stato nei giorni scorsi la notifica del divieto di ingresso firmato da Salvini, Toninelli e Trenta. "La nave è da sei giorni nel Mediterraneo e ora minaccia di entrare nelle acque italiane - dice il ministro dell'Interno -. Avrebbe avuto tutto il tempo per raggiungere la Spagna, che ha dato la bandiera alla nave e dove alcuni sindaci si sono esposti a favore dell'accoglienza. Ma forse questi signori vogliono fare solo una provocazione politica: evidentemente la vita delle persone a bordo non è la loro vera priorità, ma vogliono a tutti i costi trasferire dei clandestini nel nostro Paese". Per questo Salvini ribadisce la linea dura, forte dell'approvazione del decreto sicurezza bis che prevede fino ad un milione di multa e il sequestro immediato delle navi che violano i divieti. Come e quando si sbloccherà la situazione non è dunque ancora chiaro. Anche perché non è neanche così scontato che la Open Arms possa approdare in Spagna, nonostante la disponibilità data dai sindaci di Valencia e Barcellona. La macchina dell'accoglienza spagnola è già sotto pressione visto che nell'ultimo anno gli sbarchi sono stati più di quanti siano stati gli arrivi in Italia e a Malta. "Se in questo momento c'è un Paese che svolge attività di soccorso umanitario" questa è la Spagna, ha spiegato la vicepresidente Carmen Calvo sottolineando che il suo è il Paese che sta esercitando la maggior pressione a livello Ue affinché la questione migratoria sia affrontata a livello comunitario. Ecco perché da Madrid, al momento, non c'è stato alcun intervento formale nei confronti dell'Ue affinché faccia pressione con gli Stati membri per sbloccare la situazione. E così 121 persone, tra cui 32 minori, continuano a rimanere ostaggio su una barca in mezzo al Mediterraneo.

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