Cancellato il “fattore razza”
- Redazione

- 5 lug 2018
- Tempo di lettura: 2 min

UNIVERSITÀ/L’AMMINISTRAZIONE TRUMP RACCOMANDA L’ACCESSO “NEUTRO”
WASHINGTON. Accesso ‘neutro’ a università e scuole. Ovvero senza tener conto di caratteristiche di ‘razza’ o etnia nelle richieste di iscrizione. Questa la strada intrapresa dall’amministrazione Trump che nelle scorse ore ha revocato le direttive volute dal governo Obama che raccomandavano la considerazione della ‘razza’ nelle ammissioni ai college per promuovere l’accesso paritario all’istruzione. In una lettera congiunta del dipartimen- to di Giustizia e del dipartimento dell’Istruzione si annuncia la revoca per sette delle direttive risalenti all’era Obama relative alla cosiddetta ‘affermative action’, una indicazione - di fatto non vincolante ma fortemente incoraggiata - per i campus in particolare volta a promuovere la diversità, parte delle linee guida elaborate dal dipartimento di Giustizia e dal dipartimento dell’Istruzione durante la presidenza Obama che a loro volta subentravano alle linea opposta adottata nell’era Bush. La motivazione l’amministrazione Trump la spiega con la natura stessa delle raccomandazioni che spingerebbero a suo avviso i dipartimenti competenti ad agire oltre i limiti previsti dalla legge. “Il ramo esecutivo non può aggirare il Congressoo le corti creando linee guida che vanno oltre la legge e che, in alcuni casi, fanno testo per decenni”, ha spiegato il portavoce del dipartimento di Giustizia, Devin M. O’Malley. Più pacato ma altrettanto fermo l’intervento della ministra per l’Istruzione BetsyDavos che spiega: “La Corte Suprema ha stabilito quali delle politiche di ‘affermative action’ sono costituzionali, e le decisioni scritte della Corte sono l’indicazione migliore per destreggiarsi su questo tema complesso. Le scuole devono continuare ad offrire pari opportunità per tutti gli studenti, attenendosi alla legge”. La mossa giunge mentre il dipartimento di Giustizia sta indagando se la blasonata università di Harvard sta discriminando illegalmente gli studenti di origine asiatica nel processo di ammissione, circostan- za negata dall’Ateneo. E anche mentre la cosiddetta linea dell’’affermative action’, già controversa, si trova ad un bivio: la Corte Suprema ha limitato gli ambiti in cui le istituzioni accademiche possano prendere in considerazione il ‘fattore razza’ nel tentativo di rendere più diversificato il corpo studentesco, ma non ha bandito la pratica. Adesso, con il ritiro del giudice Anthony Kennedy dalla massima corte (dove era considerato ago della bilancia) e un possibile imminente cambiamento degli equilibri nell’organo giudiziario con la prossima nomina del nuovo giudice da parte di Trump, la posizione della Corte Suprema potrebbe pendere una virata più decisa sul tema.
















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