Capasso rifiutò gli aiuti
- 2 mar 2018
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STRAGE DI LATINA/INCHIESTA PER ACCERTARE SE LA MINACCIA FU TRASCURATA
ROMA. Luigi Capasso, il carabiniere che mercoledì ha ucciso le due figlie e ferito la moglie a Cisterna di Latina, rifiutò supporto psicologico dall'Arma, fu sottoposto a visita medica e dichiarato idoneo al servizio. È solo uno dei punti sui quali dovrà fare luce l'inchiesta della procura militare per accertare se in qualche modo si sarebbe potuto evitare il massacro familiare, terminato con il suicidio dell'appuntato. Ripetuti erano stati gli allarmi lanciati da Antonietta Gargiulo, che aveva paura del marito da cui si stava separando, temuto anche dalle figlie. La donna aveva pre- sentato un esposto. "Ci sono responsabilità che vanno cercate e trovate in questa tragedia. Se si poteva evitare non lo so, ma non credo ci fermeremo qui", dice Maria Concetta Belli, avvocato di Gargiulo, che resta grave in ospedale a Roma e sarà operata di nuovo. Secondo quanto trapelato, quando Capasso chiese un alloggio in caserma a seguito della crisi coniugale gli venne offerto, come da prassi, un sostegno psicologico per superare la separazione, ma lui rifiutò dicendo di avere già uno specialista. Così dovette sottoporsi alla visita medica di una commissione, che gli diede 8 giorni di riposo e lo dichiarò idoneo. Capasso si tenne così la pistola d'ordinanza con cui ha poi ucciso e ferito. Con la moglie l'appuntato si dimostrò più volte violento, anche davanti a dei testimoni. La donna andò a riferirlo in questura a Latina e anche alla compagnia di Velletri (Roma) dove il marito era di stanza. Non presentò una denuncia, pare, per non inguaiarlo visto che era già stato sottoposto a procedimentodisciplinare in passato. "Le figlie erano terrorizzate da lui", ha detto mercoledì l'avvocato Belli. Eppure a tutti l'uomo diceva di voler salvare il suo matrimonio. Anche dalla politica si chiede di accertare i fatti avvenuti prima della strage. "Perché carabinieri, magistratura e servizi sociali non hanno messo in atto le necessa- rie iniziative per prevenire la tragedia che si è poi verificata dando seguito all'allarme della donna?", chiedono alcuni senatori Pd in una interrogazione al ministro dell'Interno Marco Minniti. Il quale dichiara che quanto accaduto è "assolutamente inaccettabile per le mie responsabilità. Potrei cavarmela dicendo che formalmente non c'è stata denuncia e quindi non si è messo in moto il meccanismo" - dice Minniti - ma a volte ci sono "troppe sottovalutazioni e non si comprende la minaccia". "Di fronte a fatti del genere occorre chiedere che i controlli siano efficaci, che le denunce siano ascoltate, che vi siano soldi su tutto ciò che è lotta al femminicidio - dice il leader Pd Matteo Renzi - e occorre esprimere vicinanza a questa donna". Da Forza Italia la portavoce alla Camera Mara Carfagna chiede di "non sottovalutare mai il grido d'allarme delle donne".
















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