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Caracas fuori dal Mercosur

  • 6 ago 2017
  • Tempo di lettura: 2 min


VENEZUELA/RIMOSSA LA PROCURATRICE GENERALE, IL PAESE SEMPRE PIÙ ISOLATO

CARACAS. Nicolas Maduro come un rullo compressore. L’assemblea costituente di Caracas all’unanimità ha dato via libera alla rimozione della procuratrice generale, Luisa Ortega Diaz, misura che isola ancora di più il Venezuela, espulso ieri dal Mercosur. In un ennesimo weekend di alta tensione, Washington in serata ha escluso l’ipotesi di un intervento militare: un’opzione “improbabile”, ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale, H.R. Mc-Master, che ha però lanciato un appello ai venezuelani a “salvare il Paese da una dittatura autoritaria”. Già nella notte a Caracas erano circolati ‘rumors’ sul fatto che l’attacco alla Ortega Diaz sarebbe stata la prima mossa di Maduro sulla scia dell’insediamento della Costituente tutta ‘bolivariana’, che ha messo fuori gioco il parlamen- to controllato dall’opposizione. Lo stesso ‘anti-chavismo’ ha subito denunciato l’ennesimo attacco alle istituzioni del Paese. Fin dal mattino presto decine di uomini della ‘guardia nazionale bolivariana’, guidati da un colonnello, hanno circondato la sede della procura generale isolando l’area. Poco dopo, mentre cercava di avvicinarsi ai suoi uffici e prima di denunciare “l’assedio” della sede, la procuratrice è stata aggredita dagli uomini della polizia ‘chavista’. “Sono stata spintonata, mi hanno attaccato con gli scudi per impedire” di entrare nella sede della procura. “Vogliono nascondere le prove su Odebrecht e sulla corruzione nel Paese”, ha detto riferendosi allo scandalo delle tangenti che ha al centro il gruppo brasiliano, prima di lasciare la sede della procura in moto, tra due uomini della sua sicurezza. Non solo: “Intendono inoltre nascondere anche le prove delle violazioni dei diritti umani”, ha contrattaccato Ortega Diaz, una ex ‘chavista’ ora implacabile con Maduro: “Non ho paura per me, ma per il mio paese”. Giovedì scorso aveva anche aperto un’inchiesta contro i responsabili del Consiglio nazionale elettorale per le accuse di brogli nelle elezioni per la costituente. Probabilità sarà processata, da ieri non può lasciare il Paese e i suoi conti bloccati. Proprio sulla base degli ultime decisioni di Maduro - ma non solo - il Mercosur, in una riunione a San Paolo, ha intanto “sospeso in modo indefinito” il Venezuela per il mancato rispetto della ‘clausola democratica’. Quella dei ministri degli Esteri di Brasile, Argentina e Paraguay è politicamente una espulsione. Nel suo fermo ‘no’ a Maduro, il gruppo si spinge a chiedere “l’avvio di un processo di transizione politica”, oltre che un ritorno della democrazia. In serata, Maduro ha detto ad che la decisione è frutto “dell’oligarchia golpista del Brasile e di quella miserabile dell’Argentina”.


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