Carige/Per Bankitalia è solvibile. Conte: non vedo intervento dello Stato
- Redazione
- 24 gen 2019
- Tempo di lettura: 2 min
di Angelica Folonari

ROMA. Il decreto messo a punto dal governo per far fronte alla crisi di Carige è stato un passo positivo e apprezzabile, ma l'istituto genovese resta comunque una realtà "solvibile", che vanta precisi punti di forza. Anche per questo la soluzione più adeguata per metterlo definitivamente in sicurezza sarebbe quella privata, ovvero l'aggregazione con un'altra banca.
Non ha avuto dubbi il vicedirettore della Banca d'Italia Fabio Panetta nell'esporre la propria valutazione sul decreto contenente le misure urgenti a sostegno di Carige, ora in fase di conversione in legge. "Lo strumento della ricapitalizzazione precauzionale è una extrema ratio" ha scandito il responsabile di Via Nazionale di fronte a senatori e deputati delle commissioni Finanze riunite alla Camera, ribadendo anche che l'ipotesi di un ingresso dello stato nelle banche non è nell'interesse di nessuno. Posizione questa condivisa anche dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che dal Forum di Davos ha detto di non vedere l'intervento dello Stato nelle banche italiane. E per quello che riguarda invece nello specifico Carige ha ricordato che il governo ha i mezzi per proteggere i risparmiatori "ma la soluzione primaria è privata: magari un aumento di capitale, una fusione". Tra l'altro, secondo Panetta, un eventuale ingresso dello stato nel capitale della banca genovese determinerebbe anche una diluizione degli azionisti esistenti. Premesso che "la soluzione individuata nel Dl è da apprezzare alla luce dei vincoli imposti dal nuovo contesto regolamentare europeo, che precludono l'adozione di interventi a cui in passato si è fatto ricorso per affrontare situazioni di crisi", Panetta sottolinea però che l'operazione di aggregazione "rappresenta la soluzione più adeguata ed efficace" per preservare i valori e le potenzialità della banca. Valori che a suo avviso ci sono e che fanno sì che la ricerca di un partner commerciale "non sia velleitaria" e che, anzi, potrebbe portare benefici certi. Tra le potenzialità da non disperde- re, Panetta cita il forte radicamento in tre regioni (Liguria, Lombardia e Lazio), l'elevata fidelizzazione della clientela oltre che il potenziale di ridurre i costi e di migliorare l'efficienza della rete distributiva. L'auspicio di Bankitalia è quindi che la ricerca del fatidico partner "si conclu- da con esito positivo in tempi conteti". Panetta non ha tralasciato poi una stoccata agli azionisti di Carige. "C'era una soluzione privata già organizzata ma c'è stata una legittima posizione dell'azionista che non l'ha fatta passare", ha detto spiegando nello specifico che 320 milioni dei 400 di capitale necessari "erano già lì" ed erano soldi privati. "Se si fossero trasformati in capitale oggi non saremmo qua e la banca sarebbe a posto". In ogni caso il premier ha ribadito che il governo potrebbe decidere alla fine di nazionalizzare Carige solo se non verranno trovate altre soluzioni. no o un aumento di capitale".
















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