Carige/Si discute per un accordo con i fondi
- Redazione
- 24 mag 2019
- Tempo di lettura: 2 min
di Sabina Rosset

GENOVA. Il presidente del Fondo interbancario di tutela dei depositi Salvatore Maccarone si dice "ottimista" su Carige, perché "ci sono altri commensali al tavolo", dopo il passo indietro di Blackrock con la rinuncia all'investimento a un passo dalla firma. "In queste 4-5 settimane qualcosa accadrà", prevede. Il "dilemma" su Carige è quello della "prosecuzione dell'attività della banca, a fronte di una nazionalizzazione", afferma ragionando sul gradimento espresso dal primo socio Malacalza a una "soluzione industriale". Come Fondo interbancario, chiarisce comunque, "in questo momento siamo in attesa", perché "il nostro compito lo abbiamo fatto a novembre" sottoscrivendo il prestito obbligazionario subordinato per 320 milioni "a disposizione dell'operazione che sarà fatta". Quanto all'addio a sorpresa di Blackrock, per Maccarone potrebbe esser nato a causa delle "turbolenze sindacali, perché ragioni attinenti alla banca non mi sembrano possibili, visto che stavamo lì da due mesi. Anche la situazione economica e politica del paese è sempre uguale". A stretto giro il segretario First Cisl Riccardo Colombani gli risponde che l'affermazione è "squalificante per lui e per le banche aderenti allo schema volontario". Intanto sull'ipotesi di salvataggio pubblico, come previsto dal 'paracadutè fornito dal decreto Carige convertito in legge, il vicepremier e ministro del- l'Interno Matteo Salvini, va ben oltre l'apertura dichiarata da esponenti del Carroccio nelle scorse settimane: "Certamente come Lega siamo pronti ad un intervento pubblico, qualora in tempi brevi non si dovessero affacciare nuovi, veri, affidabili capitali privati. - dice Salvini - Di certo non lasceremo soli i tanti imprenditori e le famiglie che hanno bisogno di una banca forte, territorialmente radicata, a garanzia di un futuro di sviluppo". "Quella di Carige - aggiunge Salvini - è una crisi che seguiamo con attenzione costante e su cui fin dal primo giorno ci siamo trovati con le assurde regole europee a metterci i bastoni tra le ruote. Se non avessimo opposto la nostra più decisa resistenza, l'atteggiamento di Bruxelles avrebbe rischiato di aprire la porta dell'istituto a fondi speculativi internazionali con tutti i rischi del caso. Noi lo abbiamo impedito". La Lega ha presentato un emendamento al Dl Crescita che potrebbe aiutare anche Carige, pur se in uno scenario 'limitè di aggregazione con una ban- ca di piccole dimensioni. Si prevede che in caso di aggregazioni che vadano a creare una banca con meno di 30 miliardi di attivi (la sola Carige ne ha per 22 miliardi) le attività per imposte anticipate (DTA) possano essere trasformate in crediti di imposta a fronte poi del pagamento di un canone annuo (che consentirebbe di non incappare nello stop agli aiuti di stato). La mossa oltre all'effetto diretto di liberare crediti andrebbe anche a rafforzare il capitale rafforzando i coefficienti dell'istituto. Le DTA utilizzabili in Carige secondo i commissari valgono da 80 milioni in caso di acquisto da parte di un investitore finanziario, fino a un massimo di 700 milioni, nell'ipotesi in cui si facesse una aggregazione con una banca di grandi dimensioni.
















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