Cattolici e luterani più vicini
- 5 nov 2016
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PAPA FRANCESCO IN SVEZIA PER I 500 ANNI DELLA RIFORMA DI LUTERO

LUND. La cattedrale è del 1080, quando i luterani ancora non esistevano. La preghiera del Kyrie, con cui si chiede perdono, è stata cantata in aramaico, la lingua dei primi vangeli. La dichiarazione congiunta è stata firmata da un papa argentino e dal capo dei luterani di tutto il mondo, Munib Younan, che è nato a Gerusalemme. Tra i canti liturgici anche uno asiatico, e il crocifisso multicolore portato all’altare è opera di un salvadoregno rifugiato in Svezia, in fuga dagli squadroni della morte. Il segretario della Federazione luterana mondiale, Martin Junge, che è cileno, ha tenuto la sua omelia in spagnolo, come ha fatto anche il Papa. C’era idealmente tutto il mondo cristiano - nelle lingue e nello stile - ieri nella cattedrale luterana diLund,a commemorare i 500 anni della Riforma di Martin Lutero. C’erano idealmente i 74 milioni di luterani e l’oltre un miliardo di cattolici che vivono nel mondo, e quanti di altre confessioni e denominazioni guardano con simpatia a questo traguardo ecumenico. L’occasione è storica, sia per la commemorazione - finalmente comune e senza tensioni o animosità reciproche - dei 500 anni della Riforma, che per i 50 anni del dialogo cattolico luterano, che sta dando molti frutti. Papa Francesco nella sua omelia ha invitato a riconoscere con “onestà” “che la nostra divisione si allontanava dal disegno originario del popolo di Dio” “ed è stata storicamente perpetuata da uomini di potere di questo mondo più che per la volontà del popolo fedele”. Ha poi riconosciuto che cattolici e luterani avevano la buona volontà di “professare e difendere la vera fede. Ma - ha aggiunto - siamo anche consapevoli che ci siamo chiusi in noi stessi per paura o pregiudizio verso la fede che gli altri professano con un accento e un linguaggio diversi”. Questa commemorazione comune, ha detto in un passaggio precedente, è “una nuova opportunità di accogliere un percorso comune”. “Non possiamo rassegnarci - ha invitato - alla divisione e alla distanza che la separazione ha prodotto tra noi”. Dal Papa è venuta anche la riflessione sul fatto che “L’esperienza spirituale di Lutero ci interpella e ci ricorda che non possiamo fare nulla senza Dio. ‘Come posso avere un Dio misericordioso?’, questa la domanda che costantemente tormentava Lutero” e la “questione del giusto rapporto con Dio è la questione decisiva della vita”. Riconosciuto con “gratitudine” che la “Riforma ha contribuito a dare maggiore centralità alla Sacra Scrittura nella vita della Chiesa”, il Papa, nella preghiera comune in cattedrale a Lund, ha ricordato che “il dialogo” di 50 anni tra Cattolici e Federazione luterana mondiale (LWF) “ha compiuto passi importanti” “attraverso l’ascolto comune della parola di Dio”. “Chiediamo al Signore - ha detto - che la sua Parola ci tenga uniti” perché è “fonte di ispirazione, senza la quale non possiamo fare nulla”. firmata dichiarazione comune intercomunione e la base verso l’unità”.Il discorso del Papa è stato nel solco di quanto luterani e cattolici insieme hanno elaborato a proposito della Riforma, sia a livello teologico che storico. E l’omelia del pastore Junge è stata in sintonia con Bergoglio e con questo cammino. “Pensavano che fosse impensabile” una celebrazione come questa, ha detto Junge, è invece si è realizzata. In cattedrale il Papa e il pastore Younan hanno firmato una dichiarazione congiunta che si conclude con l’appello a tutte le parrocchie e comunità luterane e cattoliche a fare proprio con “creatività e coraggio” l’obiettivo dell’unità. Circa il problema della intercomunione, la dichiarazione la assume come “obiettivo dei nostri sforzi ecumenici” e “obiettivo che vogliamo far progredire”. Dopo la firma comune, un applauso dei fedeli, e un abbraccio tra il Papa e il capo della Chiesa luterana di Svezia, signoraAntje Jackelen. Il grande orologio astronomico custodito all’interno della cattedrale, ha segnato ieri un’ora storica. E’ del XIV secolo, anch’esso precedente alla divisione con i luterani.
















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