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Chirurgo robot opera all’occhio, la prima volta al mondo


MEDICINA/TEST SU DODICI PAZIENTI, RIMOSSA UNA MEMBRANA SOTTILISSIMA


ROMA. In principio fu la prostata, poi l’utero, poi via via organi più delicati, cuore compreso, e procedure più difficili.

I chirurghi robot sono sempre più familiari nelle sale operatorie, e l’ultimo progresso in ordine di tempo riguarda l’occhio. Per la prima volta un dispositivo ha operato la retina di un paziente, rimuovendo una membrana che ne offuscava la vista spessa un centesimo di millimetro. L’intervento, spiega il comunicato della clinica, è avvenuto in un ospedale dell’università di Oxford, su Bill Beaver, un sacerdote di 70 anni. Il robot si chiama Preceyes, ed è stato sviluppato dalla Eindhoven University of Technology. Il chirurgo usa un joystick e uno schermo touch per guidare un minuscolo ago all’interno dell’occhio, monitorandone i movimenti con un microscopio. Il dispositivo ha sette motori indipendenti, e può filtrare eventuali tremori della mano durante la procedura. Inoltre ad un grande movimento della mano corrisponde un minimo movimento del robot, mentre se il chirurgo lascia il joystick il dispositivo si immobilizza. Il paziente in questo caso aveva avuto una crescita di una membrana all’interno dell’occhio, e la pressione derivante aveva creato un buco nella retina che aveva compromesso la visione centrale, che ora sta recuperando. “Normalmente - spiega Robert MacLaren, il chirurgo che ha effettuato l’intervento - quando facciamo questo intervento a mano tocchiamo la retina, provocando qualche emorragia, ma grazie al robot siamo riusciti a sollevarla in maniera pulita. Non ho dubbi che questa sia solo una minima visionedi quello che sarà il futuro della chirurgia dell’occhio”. L’intervento è il primo di un test clinico che ne prevede dodici. I prossimi cinque pazienti riceveranno un’operazione simile a quella appena fatta, con la rimozione di membrane nell’occhio, mentre i succes- sivi sei verificheranno la possibilità di utilizzare il robot per iniettare piccole quantità di liquido all’interno dell’occhio, una abilità che sarà molto utile per i test di una terapia genica per la cecità attualmente in sperimentazione, ma che viene somministrata a mano. Il mercato dei robot chirurgici è destinato a raddoppiare da qui al 2020, ‘spinto’ anche dall’aumento delle patologie per cui questo tipo di intervento è indicato. Lo afferma un rapporto di Allied Market Re- search il cui settore raggiungerà un giro d’affari di 6,4 miliardi di dollari nel mondo


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