Cile, le vittime salgono a 12. Quasi 1.500 gli arresti in tre giorni
- Redazione

- 22 ott 2019
- Tempo di lettura: 2 min

Una persona è morta travolta da un camion militare nel villaggio di Libertad, vicino alla città di Talcahuano, nella regione centro-meridionale del Cile. Salgono così a 12 le vittime di cui si ha notizia dall'inizio delle proteste nel Paese, venerdì scorso. Un portavoce della Marina cilena ha confermato l'incidente, precisando che esso è avvenuto durante un saccheggio di un gruppo di persone alla compagnia ittica Pacific Blu. All'arrivo delle Forze di sicurezza, i manifestanti sono fuggiti e, secondo la versione ufficiale, uno di essi è caduto al suolo ed è stato travolto da un camion della Fanteria di Marina che sopraggiungeva.
Per la terza notte consecutiva, intanto, nella capitale e in tutta la sua regione, è stato in vigore il coprifuoco. Lo stesso ad Antofagasta, La Serena, Coquimbo, Valparaiso, Rancagua, Talca, Concepcion e Valdivia. Centinaia di soldati presidiano le strade delle città, per la prima volta dal 1990, quando il Cile tornò alla democrazia dopo la dittatura di Augusto Pinochet. Quasi 1.500 le persone arrestate, di cui circa 650 nella sola Santiago.
Amnesty denuncia violazioni dei diritti e arresti arbitrari - Amnesty International ha sollecitato il presidente cileno Sebastián Piñera a garantire il rispetto dei diritti umani durante lo stato d'emergenza, sottolineando che questa decisione, con cui si affidano alle forze armate funzioni di mantenimento dell'ordine pubblico, non fa che aumentare i rischi che si commettano violazioni. Lo si legge in un comunicato dell'organizzazione a tutela dei diritti umani. "Già nei giorni scorsi, nel contesto delle proteste contro l'aumento del prezzo dei trasporti pubblici, le forze di sicurezza hanno impiegato forza eccessiva e sono stati segnalati arresti arbitrari di manifestanti", denuncia Amnesty. "Invece di reprimere le proteste, il governo cileno dovrebbe trovare soluzioni alle richieste provenienti dalle proteste e indagare su tutte le denunce di violazioni dei diritti umani segnalate nel corso delle manifestazioni", ha dichiarato Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International per le Americhe.
Pinera: 'Siamo in guerra contro un nemico potente' - "Siamo in guerra contro un nemico potente e implacabile, che non rispetta nulla o nessuno": lo ha detto il presidente cileno, Sebastian Piñera, condannando nuovamente le violenze avvenute durante le proteste di questo fine settimana contro l'aumento delle tariffe. Piñera, durante un incontro con i media, ha insistito sul carattere 'organizzato' delle proteste sottolineando che "unico scopo" dei responsabili "è quello di causare il maggior danno possibile".
















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