Condannato De Benedetti
- Redazione

- 19 lug 2016
- Tempo di lettura: 3 min
CINQUE ANNI ALL’IMPRENDITORE E 23 MESI ALL’EX MINISTRO PASSERA. ASSOLTO COLANINNO

IVREA (TORINO) Quattro Tredici condanne, assoluzioni. Cinque anni e due mesi di reclusione a Carlo De Benedetti e al fratello Franco De Benedetti, un anno e undici mesi all'ex ministro Corra- do Passera, indennizzi (provvisori) alle parti civili per quasi due milioni di euro. Si è chiuso così a Ivrea (Torino) il pro- cesso per le morti da amianto fra gli ex lavoratori della Olivetti.
La giudice Elena Stoppini ha, nella sostanza, accolto l'impostazione della pubblica accusa: i vertici aziendali, per tutti gli anni Ottanta e anche in seguito, trascurarono i problemi legati alla pre- senza di sostanze nocive e intervenne- ro in ritardo o in modo insufficiente.
Carlo De Benedetti, chiamato in cau- sa come amministratore delegato e pre- sidente dal 1978 al 1996, è stato ricono- sciuto responsabile (a titolo colposo e non doloso) di sette decessi e di due casi di lesioni.
Ci sarà una coda perché il giudice ha ordinato la trasmissione delle carte alla procura di Ivrea in relazione alla morte di altre due persone.
La replica dell'Ingegnere non si fa attendere: "Sono stupito e molto amareg- giato per la decisione del tribunale di Ivrea di accogliere le richieste manife- stamente infondate dell'accusa. Sono stato condannato per reati che non ho commesso. Sono vicino alle famiglie dei lavoratori coinvolti ma ribadisco ancora una volta che durante la mia gestione l'Olivetti ha sempre tenuto nella massi- ma considerazione la salute e la sicurez- za in ogni luogo di lavoro".
De Benedetti sottolinea che la gestio- ne diretta di questi aspetti ("e con me era stato implementato") era stata de- centralizzata con un ampio e articolato sistema di deleghe.
"I servizi interni preposti alla sicurez- za del personale e alla manutenzione degli stabili non mi hanno mai segnala- to situazioni allarmanti o anche solamen- te anomale in quanto, come emerso in dibattimento, i ripetuti e costanti moni- toraggi ambientali eseguiti in azienda hanno sempre riscontrato valori al di sotto delle soglie previste dalle normati- ve all'epoca vigenti e in linea anche con quelle entrate in vigore successivamen- te".
L'ex ministro Corrado Passera è stato chiamato in causa in qualità di ammini- stratore delegato dal 1992 al 1996. "A me - commenta - non è mai stata notizia di rischi legati all'amianto, altrimenti avrei affrontato la questione con le do- vute misure". Il suo avvocato, Guido Carlo Alleva, parla di "sentenza profon- damente ingiusta: non c'è nemmeno la prova che durante quei quattro anni il personale sia entrato in contatto con l'asbesto".
I condannati sono top manager e di- rigenti degli anni Ottanta. Le parti civili (familiari delle vittime, enti, associazio- ni, sindacati patrocinate dagli avvocati Laura D'Amico e Roberto Lamacchia) hanno ottenuto il diritto a chiedere i dan- ni in un procedimento separato. Il giudi- ce ha però ordinato il pagamento imme- diato di una provvisionale alle persone fisiche (855 mila euro in tutto) e all'Inail (993 mila euro) da versare "in solido" con Telecom Italia, citata come respon- sabile civile.
Fra gli assolti figurano l'imprenditore Roberto Colaninno, imputato per un solo caso di lesioni, l'ottantacinquenne Ca- millo Olivetti, l'unico componente della storica famiglia fondatrice, e Onofrio Bono, responsabile del servizio di pre- venzione fra il 1996 e il 1998: "C'erano molte ragioni per assolvere" dichiara il suo legale, Carlo Mussa. Le difese an- nunciano valanghe di ricorsi in appello.
Nel processo di secondo grado - spiegano - dovranno essere valutati meglio i documenti (recuperati nell'archi- vio storico dell'Olivetti) sul decentra- mento delle responsabilità attraverso il meccanismo delle deleghe.
"E si dovrà prendere atto che, a diffe- renza di quanto sostiene la procura, nei cicli di lavorazione non si usava talco contaminato da asbesto".
Per il momento la pm Laura Longo, che ha sostenuto l'accusa insieme alla collega Francesca Traverso, esprime una "soddisfazione relativa, dato che siamo di fronte all'ennesima tragedia dell'amian- to. Quelle morti si potevano e si dove- vano evitare".
















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