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“Conquisto il Minotauro”

TEATRO/ANGELA FINOCCHIARO EROINA ANTICONVENZIONALE IN “HO PERSO IL FILO”

di Daniela Giammusso



ROMA. L’armatura da cavaliere e lei che brandisce una spada degna di Excalibur. Grida al Minotauro, circondata da giovani virgulti. Poi eccola, elmo in testa, che si illumina, con quella risata incon- fondibile. Angela Finocchiaro, così, for- se, non l’avevamo ancora mai vista, men- tre diretta da Cristina Pezzoli conquista la scena in ‘’Ho perso il filo’’, spettacolo scritto con Walter Fontana, che la vedrà protagonista dal 26 dicembre e per tutte le feste all’Ambra Jovinelli di Roma (per poi proseguire in tournée con tap- pe anche a Novara, Torino, Pisa, Ferra- ra, Siena, Mestre, Lecce, Taranto Messina).

‘’Avevamo voglia di scrivere qualcosa di personale. Pensavamo ad uno stand up. Poi il materiale è cresciuto ed è nata l’idea di far ‘affrontare’ il Minotauro a un’eroina pasticciona e anticon- venzionale’’, racconta all’ANSA l’attri- ce, che tra una replica e l’altra è anche sul set della fiction di Rai1 ‘’Volevo essere una rockstar’’, per la regia di Mat- teo Lotto, e ad aprile sarà nel nuovo film di Giuliana Gamba sul burraco (ancora senza titolo) con Claudia Gerini prota- gonista. A teatro, invece, indossa i pan- ni di ‘’un’attricetta di mezza età, stufa dei soliti ruoli e di chi la critica di non saper cambiare’’.

Così per un giorno decide di inter- pretare Teseo, il mitico eroe che si infila nei meandri del Labirinto per combatte- re il Minotauro. Ma non immaginate nuove riletture alla ‘’Eracle’’ al femmini- le di Emma Dante. Perché una volta en- trata nel Labirinto niente va come previ- sto e Angela si ritrova accolta da strane creature. Un misto tra acrobati e spiriti dispettosi (in realtà sono i danzatori delle coreografie tra brack dance, capoeira e arti marziali di Hervé Koubi), che la cir- condano, la disarmano, la ‘’frullano come un frappè’’ e, soprattutto, taglia- no il filo che le assicurava la via del ritorno, costringendola a trabocchetti e prove di coraggio.

‘’Si parla dell’oggi - prosegue la Finocchiaro - della superficialità che dila- ga, i figli, gli egoismi, i problemi di cop- pia, la religione. L’attrice in scena? Beh, in qualche cosa mi somiglia. E’ una don- na dalla vita confusa, smarrita, insuffi- ciente, ma con una sua cifra umoristica. Tra i temi affronta spesso la morte: mi piace che si rida anche di cose che han- no gambe tragiche. Fa bene. Teseo, però, finisce che non riesco a interpretarlo mai’’.

Piuttosto se ne sentirà l’ira mentre scende di corsa dalle vette del Mito, in- dignato perché alla sua interprete man- cano le necessarie qualità eroiche. ‘’Sì, forse, come dicono i miei figli, alla fine faccio davvero sempre le stesse cose -

riflette divertita lei in un cortocircuito tra interprete e personaggio - Anche se in questo spettacolo mi lascio andare come non mai, tra le prodezze dei ragazzi di Koubi. Alcuni potrebbero essere miei nipoti, non solo figli - riflette con la sua proverbiale autoironia - Avevo voglia di uno spettacolo che non fosse solo di parole. E anche se quando mi alzano ho un braccio che scricchiola come una vecchia credenza, mi fanno fare cose incre- dibili. Fumavo poco, ma ho dovuto smet- tere per stargli dietro’’. Che sia l’apertu- ra verso una fase nuova della sua car- riera, magari in pista, chissà, concorrente di un talent alla ‘’Ballando con le stel- le’’? ‘’Mai dire mai nella vita - risponde lei con una fragorosa risata - Come dico in scena: sono una donna con le ginoc- chia, pensavo di non averle più’’.

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