Conte riceve il generale Haftar
- Redazione
- 17 mag 2019
- Tempo di lettura: 2 min
LIBIA/IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO INCONTRA IL LEADER DELLA CIRENAICA E INSISTE SULLA «SOLUZIONE POLITICA»
di Michele Espoito

ROMA. Due ore di incontro. La prima con le rispettive delegazione, la seconda da soli, in un faccia a faccia lontano da orecchie indiscrete. Il premier Giuseppe Conte prosegue nel suo lavoro di tessitura sul dossier libico vedendo, a Palazzo Chigi, Khalifa Haftar, il generale della Cirenaica che finora si è mostrato incurante degli appelli alla tregua diramati ciclicamente dalle Nazioni Unite e dalle principali potenze occidentali. Conte ha incontrato l'uomo forte della Cirenaica in mattinata, subito dopo aver ricevuto l'ambasciatore americano Lewia Eisemberg. E i due appuntamenti non possono che essere legati visto che i contatti sul dossier libico tra Roma e Washington sono costanti anche se, a dispetto della posizione italiana, il presidente Donald Trump nelle ultime settimane ha impresso una svolta pro-Haf- tar alla sua strategia. Al generale della Cirenaica, tuttavia, il premier Conte ha ribadito la posizione di terzietà del governo. Una posizione che lega il governo italiano alla road map dell'Onu e che non può prescindere da una tregua in Libia. È necessario "addivenire quanto prima a un cessate il fuoco per evitare l'insorgere di una crisi umanitaria a tutela delle difficili condizioni del popolo libico", è la posizione sostenuta da Conte che, poco dopo, parlando con i cronisti, ha sottolineato: "la situazione è complessa, confidiamo nella via politica come unica soluzione". E Haftar? Sulla risposta del generale Conte ha glissato, limitandosi a dire di aver "parlato a lungo" con il generale libico. Di fatto, il leader cirenaico nel corso dell'incontro si è limitato a prendere nota della posizione italiana, non offrendo alcuna apertura al cessate il fuoco. Ma il fatto che Haftar non abbia dato segnali positivo oggi non preclude un passo avanti futuro: di certo, sottolineano fonti governative, il generale ha dimostrato di tenere in considerazione il ruolo dell'Italia, incontrando tra l'altro prima Conte e, la settimana prossima, il presidente francese Emmanuel Macron. Rispetto ai precedenti incontri la moral suasion di Conte è stata impostata in maniera più incisiva. Tanto che, raccontano fonti governative, ad un certo punto il premier si è rivolto al suo interlocutore con termini strettamente politici, soffermandosi su un punto: il sostegno, diffuso e importante, dei Paesi stranieri che Haftar può vantare oggi potrebbe non durare per sempre se il il generale insisterà nella sua offensiva. L'incontro, in ogni caso, conferma come l'Italia, pur sostenendo l'Onu che riconosce Fayez Sarraj come premier libico, non ha alcuna intenzione di allentare i rapporti con Haftar, cercando di mantenere intatto un delicato equilibrio. Tanto che, nel giorno in cui Conte ha visto Haftar l'ambasciatore italiano Giuseppe Buccino ha incontrato a Tripoli il ministro dell'Interno Fathi Bashaga. Buccino, ha spiegato il dicastero libico, ha "espresso l'appoggio dell'Italia al governo dio Accordo nazionale e ha affermato che la posizione italiana è chiara a proposito dell'assenza di sostegno al comportamento" di Haftar.
















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