Conte «tesse la tela» sulla Libia
- Redazione
- 26 feb 2019
- Tempo di lettura: 2 min
EGITTO/IL PREMIER, NEL PRIMO VERTICE TRA UE E LEGA ARABA A SHARM EL-SHEIKH, PROVA A RILANCIARE IL RUOLO DELL’ITALIA

SHARM EL-SHEIKH. Il primo vertice tra Unione Europea e Lega Araba avrà un seguito, fra tre anni, e si chiude con una dichiarazione comune. Non era scontato, fino a qualche giorno fa. Ma, al sontuoso International Congress Center di Sharm el-sheikh vanno in scena anche i nodi e i limiti della cooperazione euro-araba. Sui migranti le due parti hanno obietti- vi comuni ma, con un'Europa profondamente divisa sul tema, nelle conclusioni del vertice, il dossier resta sullo sfondo. Mentre è davanti alle telecamere che le divergenze tra Ue e Lega Araba sui diritti umani emergono in tutta la loro evidenza. A dominare sono invece le 4 grandi crisi mediorientali - Siria, Yemen, Libia, israelo-palestinese - ed è sulla Libia che il premier Giuseppe Conte prova a rilanciare il ruolo dell'Italia. La pressione della Francia resta infatti alta e, se è probabile che nei prossimi giorni i due leader libici Fayez Sarraj e Khalifa Haftar si vedano ad Abu Dhabi è altrettanto probabile che, tra Roma e Parigi, sia scattata una corsa sotterranea a organizzare un trilaterale "in casa propria". Per l'Italia, ormai il tempo stringe. E solo una de-escalation ordinata da Haftar nel sud del Paese potrebbe sbloccare l'impasse. Fonti libiche raccontano non a caso che domenica, nel corso del bilaterale Conte-Sarraj, i due interlocutori hanno fatto riferimento alla necessità di uno stop all'escalation di tensione per fare in modo che la road map Onu possa proseguire. A segnare la conferenza stampa finale è il botta e risposta tra il segretario della Lega Araba Ahmed Aboul Gheit e il presidente della commissione Ue Jean Claude Juncker. Al summit "nessuno ha detto che questo o quel paese non rispetta i diritti umani", sottolinea Gheit replicando a chi, tra i giornalisti chiede dell'insoddisfazione dell'Ue sul tema. "Non è vero, io ho menzionato il problema e in tutti gli incontri bilaterali gli europei hanno evocato la questione con i loro amici arabi", replica Juncker. In sala scende il gelo. Ed è Al Sisi, "star" di un vertice per il quale l'Egitto ha messo in campo misure di sicurezza imponentissime, a mettere un punto. "Lo dico in tutta franchezza, non ci detterete quale debba essere la nostra umanità, vi chiediamo di voler rispettare i nostri principi e costumi, come noi rispettiamo i vostri", scandisce il presidente egiziano che poco prima aveva sottolineato le differenti priorità tra mondo arabo e Ue: "impedire la sua distruzione" per il primo, "preservare la prosperità dei loro popoli" per la seconda. Eppure proprio di diritti umani parlano, a margine del vertice, il premier Giuseppe Conte e Al Sisi. Quello di Giulio Regeni è il primo tema toccato nel bilaterale. Conte porta al suo interlocutore "l'assoluta sensibilità del governo italiano e dell'opinione pubblica" e a lui Al Sisi assicura "il suo impegno". Ma su una cosa il premier è sicuro: chiudere le relazioni con l'Egitto non porterebbe a nulla. "Attraverso il dialogo costruttivo si può arrivare ad una soluzione per la verità giudiziaria", spiega il premier che, con Al Sisi, parla anche di energia. Di gas, in particolare. Con l'Italia e tra i promotori del Forum del Mediterraneo Orientale (Emgf), destinato a trasformare l'Egitto in un hub del mercato regionale di gas.
















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