Corsico, omicidio razzista
- 18 giu 2018
- Tempo di lettura: 3 min
SENEGALESE TRUCIDATO IN UN PARCO. LA MOGLIE: UCCISO PER IL COLORE DELLA PELLE

MILANO. Dieci proiettili, quasi un intero caricatore di una semiautomatica calibro 9 per 21: sei hanno colpito in testa Assane Diallo, 54 anni, senegalese, sposato e padre di una figlia di undici, da oltre 20 anni in Italia; gli altri al torace, tutti andati a segno.
E la moglie della vittima parla di "razzismo" e di un uomo che nei giorni scorsi avrebbe insultato la vittima per il colore della pelle. Il killer gli ha sparato anche quando era a terra, esanime nel giardinetto tra via delle Querce e via Curiel a Corsico, comune dell'hinterland milanese spesso agli onori delle cronache per la presenza di una malavita di spessore da quando, alla fine degli anni '60, personaggi di spicco della 'ndranghe- ta finirono al soggiorno obbligato.
Non sono più questi tempi ma è tra i malavitosi della zona che i carabinieri stanno cercando l'uomo con cui Diallo forse aveva un appuntamento (lo diranno i tabulati del suo telefono) nei pressi di un bar gestito da cinesi ma a quell'ora, alle 23 e 30 di sabato, chiuso.
Nonostante l'assenza di telecamere di sorveglianza in via delle Querce gli investigatori, coordinati dal pm di Milano Christian Barilli non partono dal nulla e sembrano avere imboccato una pista ben precisa. Molto potrà dire quella pistola trovata in uno spazio condominiale in un palazzo di via Curiel nel corso di perquisizioni a tappeto eseguite subito dopo il ritrovamento del corpo di Diallo. Con tutta probabilità è quella che ha sparato e da questa si potrebbe risalire al A sinistra, carabinie- ri accanto al corpo, ricoperto da un telo, di Assane Diallo, se- negalese di 54 anni, sposato e con una figlia di 11, trovato ucciso in via delle Querce a Corsico, nel Milanese killer.
La moglie di Diallo ha parlato di una lite che, due sere prima il marito aveva avuto con un uomo nei pressi di un chiosco del quartiere Tessera nel vicino comune di Cesano Boscone "pieno di tatuaggi" che di- ceva di essere "il nipote di Mussolini", che lo aveva insultato per il colore della pelle e con cui Diallo era venuto alle mani, ma i carabinieri non ritengono che quell'episodio sia legato al delitto. Diallo potrebbe essere stato vittima invece di una vendetta da parte di qualcuno che da quelle parti si crede un boss e ha voluto vendicarsi di uno sgarbo subito dal senegalese che, oltre a occuparsi della sicurezza in alcuni supermercati, lavorava come buttafuori in locali notturni; oppure potrebbe essere stato punito per uno sgarro a qualche malavitoso nello spaccio di droga: da qui l'esecuzione volutamente eccessiva perché sia d'esempio per altri.
Conoscenze pericolose maturate negli ultimi tempi perché negli ultimi anni Diallo non aveva dato problemi alle forse dell'ordine che lo ricordano per due precedenti di vent'anni fa e per reati bagatellari: spendita di denaro falso e una patente contraffatta, ma era il 1997. Il sindaco di Corsico Filippo Errante dà la "massima disponibilità" ai carabinieri impegnati nella ricerca di chi ha ucciso il senegalese e spiega che "se gli investigatori accerteranno che si tratta di crimine razzia- le, come afferma la moglie, la condanna mia e dell'intera Amministrazione sarà senza se e senza ma". "Credo però - aggiunge - che non sia corretto, nel rispetto della magistratura, giungere a conclusioni affrettate per- ché ritengo che i carabinieri debbano poter svolgere il proprio lavoro fino in fondo. Si è trattato di un'esecuzione. Su questo credo non ci siano dubbi"
















Commenti