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COSTRUZIONI/Progetto Italia:la Borsa approva metà




MILANO. Per consolidare il malmesso settore delle costruzioni italiane col Progetto Italia oltre all'aumento di capitale di Astaldi ne servirà un altro per Salini Impregilo. L'ha esplicitato Pietro Salini, l'amministratore delegato della società, all'assemblea degli azionisti. La Borsa approva solo a metà: Astaldi chiude in rialzo (+1,22% a 0,7 euro) e Salini Impregilo in calo (-1,17% a 2,03 euro). Si conferma quindi lo schema circolato nelle scorse settimane. Oltre alla ricapitalizzazione da 225 milioni di euro contenuta nella proposta d'intervento su Astaldi del 14 febbraio (con le banche chiamate a fare un sacrificio convertendo i crediti in capitale) ci sarà bisogno di un'ulteriore iniezione di liquidità sul 'cavaliere bianco' per permettergli di consolidare un perimetro industriale che, nel complesso, vale 15 miliardi. Nei giorni scorsi, dalle trattative del tavolo con le banche esposte su Astaldi, era filtrata la cifra di 4-500 milioni di euro complessivi necessari (di cui appunto 2- 300 per Salini). Per Pietro Salini però è prematuro fare cifre. Ma per creare un player "che possa essere un grande attore internazionale" le dimensioni dell'aumento "vanno dosate con attenzione" per farne "un soggetto che abbia una solidità patrimoniale che gli permetta di accedere all'investment grade" per ottenere i capitali e la solidità necessaria per affrontare i grandi lavori internazionali. Il Progetto Italia assume quindi con maggiore nettezza i contorni dell'operazione di sistema che Cdp è disponibile a valutare. Non a caso l'offerta su Astaldi era condizionata all'arrivo "di coinvestitori di lungo periodo". E infatti con Cdp, spiega l'a.d., "stiamo andando avanti". La scadenza ora è il 20 maggio, data entro cui Salini conta di pre- sentare la proposta definitiva per Astaldi. Nella medesima occasione potrebbe presentato anche l'aumento per la capogruppo. Un'eventuale ricapitalizzazione della società potrebbe vedere l'azionista di riferimento diluirsi (da quel 75,43% che deriva dalla somma del 74,68% di Salini Costruttori e del 0,75% di Simonpietro Salini). "Non è tema sul tavolo - ha concluso l'a.d. - le persone sono importanti nella misura che sono capaci di portare qualcosa".Resta la sollecitazione di Pietro Salini a considerare che il Progetto Italia risponde alla natura "etica" dell'impresa "che prevede la Costituzione", visto che punta a "dare lavoro alle persone, salvare competenze e filiera, non fare esplodere il sistema delle garanzie". Ma se il progetto andrà in porto sarà "un fatto del tutto privato, non c'è una chiamata al Governo a partecipare. Quello che ci aspettiamo è che faccia la sua parte facendo ripartire le opere che sono ferme".

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