Cresce la perdita di Mps: 3,5 mld di euro nel 2017
- 10 feb 2018
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L’a.d. Morelli: “Recupero lento ma finito. Ora focus sulla gestione”
MILANO. Monte dei Paschi di Siena (Mps) ha chiuso in rosso di 3,5 miliardi di euro il suo primo anno di «normalizzazione», con una perdita di 502 milioni nell'ultimo trimestre. Alla fine del 2016 il segno meno era di 3,2 miliardi. La fetta preponderante del «buco» è ancora legata alla dismissione di 24,2 miliardi di crediti deteriorati. D'altronde, la 'pulizia' del portafogli è uno dei quattro pilastri del piano di ristrutturazione concordati a inizio 2017 con Ue e Bce per permettere allo Stato di 'salvare' Mps, divenendone socio al 68 per cento, grazie a un investimento di 5,4 miliardi. "Stiamo attuando il piano di ristrutturazione, anche se il processo è stato più lungo di quanto ci attendessimo - ha sottolineato l'ad di Montepaschi, Marco Morelli, rispondendo alle domande degli analisti - Abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo posti all'inizio dello scorso anno", in termini anche di rafforzamento patrimoniale, recupero della raccolta e tagli dei costi. "Ora - ha quindi aggiunto Morelli - siamo focalizzati e pronti a dedicare energia e impegno alla gestione commerciale della banca, per farle recuperare la posizione che aveva qualche anno fa". Nell'ultimo trimestre, l'am-
montare dei conti correnti e dei depositi è rimasto stabile, ma dalla fine del 2016 a settembre erano saliti di 11 miliardi, raggiungendo quindi l'obiettivo che il piano di ristrutturazione fissava al 2019. Per quel che riguarda i tagli ai costi, "sono state già realizzate 1.800 uscite di personale attraverso il Fondo di Solidarietà (38 per cento del target al 2021) - ha spiegato la banca in una nota - e chiuse complessivamente 435 filiali da gennaio 2017 a gennaio 2018 (circa 70 per cento del target al 2021)".
Il primo socio, intanto, pare fiducioso. "Il management di Banca Mps - ha detto il ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan - sta lavorando ventre a terra, e questa è la cosa che osserviamo più da vicino come azionisti di maggioranza”. “Adesso, con capitale a grande maggioranza pubblico - prosegue il ministro del Tesoro - si tratta di usare il tempo che questa capitalizzazione consente per rimettere in piedi Mps. E' un processo che durerà qualche anno, lo sappiamo già". Il piano ha come orizzonte temporale il 2021. Entro quella data la banca dovrà diventare «appetibile», per permettere allo Stato di uscire, magari senza rimetterci.
















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