Da Intesa Sanpaolo 3 mld di cedole
- 4 feb 2017
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MILANO. Intesa Sanpaolo si prenderà tutto il tempo necessario per una "valutazione completa e solida" prima di decidere se procedere a "un'integrazione con le Generali". A dettare la linea è il consigliere delegato di Intesa, Carlo Messina, nel giorno in cui ha presentato i conti del 2016 con un utile netto di 3,1 miliardi di euro e dividendi in contanti per 3 miliardi.
E sulla vicenda di Generali è intervenuto il premier, Paolo Gentiloni, il quale ha evidenziato che il Governo segue tutte le vicende ma "non interferisce".
Messina ha spiegato che il dossier Generali segue l'iter previsto da Intesa per qualsiasi acquisizione: prima si valuta il rispetto di vincoli "severi" in tema di adeguatezza del "capitale" e di "creazione e distribuzione di valore ai soci" poi si "valuta se la logica industriale è in linea con il nostro piano" e solo se si superano con successo queste fasi, si arriva alla struttura di una possibile acquisizione.
E sulla vicenda di Generali si è, secondo Messina, nella "seconda fase di analisi" per vedere se Generali "ben si adattino alle priorità strategiche" del piano".
Intesa, intanto, ha deciso che non prenderà "in considerazione il compromesso danese" in caso di operazione con le Generali. Una eventuale aggregazione, ha tenuto a precisare il Ceo di Intesa, deve essere "neutra" sul capitale, senza ricorrere a 'scorciatoie' come il 'compromesso danese'.
Tra le condizioni che Intesa intende rispettare, anche nel caso di un'operazione sulle Generali, c'è quella di garantire nel 2017 il mantenimento del dividendo per azione invariato rispetto agli almeno "3,4 miliardi di euro complessivi su base stand-alone" nonché "a proseguire nel- l'erogazione di dividendi elevati e sostenibili".
Il primo ministro Gentiloni ha ribadito che "ogni vicenda va seguita a modo suo e vorrei evitare paragoni impropri. Sono vicende che hanno una loro autonomia e con cui non interferiamo minimamente".
Sul fronte sindacale la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, ha ricordato che la possibile "fusione tra le due principali aziende del nostro Paese del settore bancario ed assicurativo pone al centro dell'attenzione la questione della difesa nazionale del settore finanziario".
La vicenda di Generali non ha messo in secondo piano i conti di Intesa che ha chiuso il 2016 con un utile netto di 3,1 mld di euro, in crescita rispetto ai 2,74 mld dello stesso periodo del 2015. Il cda ha proposto anche il paga- mento di 3 mld di euro di dividendi in contanti, mantenendo la promessa fatta al mercato. Sull'onda dei dati il titolo ha festeggiato in Borsa e ha chiuso in crescita del 2,6% a 2,23 euro.
Per quanto riguarda il 2017 Ca' de Sass si attende un risultato lordo in aumento e conferma l'impegno alla distribuzione di 10 miliardi di euro di dividendi cash complessivi, indicato nel Piano di Im- presa, per il quadri- ennio 2014-2017.
Il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo ha spiegato anche che si è deciso di abbassare, da 4 a 3,4 miliardi di euro, il target dei dividendi per il 2017, pur rispettando l'obiettivo di 10 miliardi di euro, "a causa del contesto sfidante e complesso. Preferisco superare i miei obiettivi anziché non mantenerli". "Penso di essere in una posizione di poter pagare 4 miliardi di dividendi ma in questo conte- sto preferisco superare l'obiettivo che re- stare sotto".
Il quarto trimestre 2016 è stato chiuso con un utile a 776 milioni di euro rispetto a 628 milioni del terzo trimestre 2016 ed ai 13 milioni dello stesso periodo del 2015. Al netto dei tributi e degli altri oneri riguardanti il sistema bancario (pari a 377 milio
ni) l'utile sarebbe stato pari a 1.153 milioni. Intesa ha svalutato l'investimento di 686 milioni nel Fondo Atlante per 227 milioni di euro.
















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