Da Roma un nuovo inizio per l’Ue
- 11 feb 2017
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MADRID. In una Europa che traballa, fra spallate Brexit, crisi politiche e migratorie, incubo terrorismo, e con le incertezze populismo e da oltre Atlantico per l'era Trump, l'Europa deve ripartire dove è nata, da Roma. E soprattutto deve trovare nuovo slancio battendo un'inerzia crescente e voglia d'isolamento che creano ritardi rispetto ad altre aree del mondo che corrono a ritmi im- pressionanti.
E' l'appello che da Madrid lancia il presidente Sergio Mattarella, al vertice Cotec - Italia-Spagna-Portogallo - sull'innovazione che lo ha visto protagonista accanto a re Felipe VI di Spagna e al presidente portoghese Marcelo Rebel ode Sousa.
Il 25 marzo si riuniscono a Roma i capi di Stato e di governo dell'Ue per commemorare i 60 del Trattato che ha dato inizio alla costruzione europea. E' l'occasione, dice Mattarella davanti al nuovo presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani, per "l'avvio di un nuovo inizio, nel quale possano riconoscersi non soltanto le istituzioni e i governi degli stati membri, ma prima di tutto i cittadini".
Il capo dello Stato parla in una capitale, Madrid, appena uscita da una crisi politica «infinita» nata con l'affermazione dei partiti della 'nuova' politica populista, in primo luogo Podemos, che ha distrutto il vecchio bipartismo. Ora però la Spagna è tornata alla stabilità con un governo di minoranza del premier Pp Mariano Rajoy, e in un nuovo tandem con
l'Italia preme per un rilancio della costruzione europea.
"Occorre ribadire con la più grande fermezza la necessità di ridare slancio al processo di integrazione europea" dice Mattarella. Anche per mantenere alto il grado di competitività dell'economia di ogni paese membro, e la capacità di ognuno di affrontare la sfida della innovazione, della 'quarta rivoluzione' industriale al centro del vertice di Madrid.
Perchè "nessuno Stato membro, neanche il più attrezzato ed economicamente progredito, sarebbe oggi in grado di navigare da solo nelle acque agitate e imprevedibili della competizione iternnazionale mantenendo inalterato il livello di benessere acquisito dai propri cittadini", avverte il presidente.
"Rimanere inerti significa uscire gradualmente di scena dai mercati economicamente più interessanti in termini di innovazione, ponendo gravemente a rischio il nostro futuro" spiega Mattarella. Proprio per questo, ricorda, l'Italia ha inserito fra le linee direttrici della sua presidenza del G7 l'innovazione e il lavoro nell'era della nuova rivoluzione pro-duttiva". In questa visione rientra come una "nuova frontiera" il nuovo concetto della "economia circolare" pro- mosso dal vertice di Madrid. Un sistema di produzione, ora appoggiato dalla Commissio- ne europea, fondato sulle «tre R»: Ridurre (imballi e sprechi), Riusare, Riciclare. Una nuova filosofia che mano a mano si fa spazio, contro il vecchio sistema dell'economia 'lineare' del produci, usa e getta. Per re Juan Carlos "parliamo di un cambio di paradigma produttivo che apre la porta a nuovi modelli di commercio e di imprenditoria. Forme nuove di creare ricchezza e occupazione" che devono vedere Italia, Portogallo e Spagna, con una Ue rilanciata, in prima fila.
















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