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Darmanin accusato di stupro

  • 30 gen 2018
  • Tempo di lettura: 2 min


Francia/Il ministro dei Conti pubblici «invitato» a dimettersi

PARIGI. "Il primo ministro non può lasciarlo in carica", "Non ha scelta, deve dimettersi": su Gérald Darmanin, ex enfant prodige della destra neogollista, ora ministro dei Conti pubblici di Emmanuel Macron, si addensano le nubi. L'accusa di stupro, dicono alcune femministe in una petizione e chiedono con forza da destra i Républicains, non è compatibile con la carica di ministro della République. L'accusa da parte di una donna che risale al 2009, una controdenuncia per calunnia che sembrava aver chiuso il caso lo scorso luglio, infine il nuovo ricorso alla giustizia, con conseguente apertura di un'inchiesta preliminare: su Darmanin, 35 anni, ex enfant prodige dei Républicains quando ancora si chiamavano Ump e si rifacevano al neogollismo, la pressione aumenta di ora in ora. Il giovane ministro è in pochi mesi diventato un personaggio chiave del governo di Edouard Philippe e sulla sua scrivania passano i dossier più importanti, compresi i capitoli principali della finanziaria. Lui ha sempre contestato in modo netto e deciso tutti i fatti che gli vengono addebitati dalla donna, una ex escort che afferma di essere stata condotta in un hotel e spinta a un rapporto sessuale dopo che si era recata da Darmanin per aver da lui un aiuto in una vicenda processuale. Una petizione lanciata da un gruppo di femministe, che chiedono al primo ministro Edouard Philippe di sollevare dall'incarico Darmanin ha raccolto già 3.000 firme. A loro si aggiungono gli ex compagni di partito dei Républicains, che oggi - attraverso una dei portavoce, Laurence Sailliet - hanno tuonato: Darma- nin "non ha scelta, deve dimettersi". "Noi rispettiamo la presunzione d'innocenza - ha detto Sailliet - ma tenuto conto della gravità delle accuse, e per la serenità dell'azione pubblica, pensiamo che non ci sia altra scelta". I suoi ex compagni di partito rimproverano al governo e a Macron di aver immediatamente fatto sparire dagli incarichi ufficiali Richard Ferrand, per una speculazione immobiliare maldestra con interesse privato, e personalità come Francois Bayrou, Marielle de Sarnez e Sylvie Goulard per sospetti impieghi fittizi nel partito centrista MoDem. Mentre per la grave accusa a Darmanin, non si annunciano provvedimenti. Il governo, in realtà, vorrebbe aspettare e far passare la bufera. Scomoda appare la posizione di Mar- lene Schiappa, ministra delle Pari Opportunità: "Lasciamo lavorare serenamente la giustizia", ha detto un pò imbarazzata. Se Darmanin fosse indagato per stupro, ha poi ammesso, "dovrebbe ovviamente lasciare il governo".


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