Dazi, pugno da 200 miliardi 
- Redazione

- 20 giu 2018
- Tempo di lettura: 2 min
L’ANNUNCIO DI TRUMP CONTRO LA CINA. CROLLANO LE BORSE: SHANGHAI: -3%. TREMA APPLE

NEW YORK. L'escalation della guerra dei dazi fra Stati Uniti e Cina spaventa le Borse, innescando un'ondata di vendite che fa bruciare al Dow Jones i guadagni del 2018 e affonda Apple, appesantita dai timori per le sorti dell'iPhone.
A innescare la serie mondiale di ribassi sono, nella notte, le piazze finanziarie asiatiche che chiudono in profondo rosso: Shanghai perde il 3,03%, con Zte che cede il 24% dopo la bocciatura del Congresso americano al suo salvataggio deciso da Donald Trump.
L'Europa contiene le perdite: Francoforte è maglia nera con un calo dell'1,22%. PiazzaAffari chiude piatta, -0,07%, 'sollevata' dall'impegno del ministro dell'Economia Giovanni Tria sui conti pubblici. Wall Street apre in profondo rosso e poi riduce le perdite nel corso della giornata, che resta comunque negativa.
I listini americani vengono travolti dall'onda dei dazi di Trump contro la Cina: una 'bastonata' da altri 200 miliardi di dollari, che potrebbero salire a complessivi 450 miliardi se Pechino reagirà.
L'ordine del presidente americano di identificare prodotti Made in China per altri 200 miliardi di dollari sui quali imporre dazi del 10% arriva a sorpresa, e lascia intravedere una guerra commerciale. Un'ipotesi che spaventa anche il petrolio, che teme i dazi di Pechino sulle importazioni di energia Made in Usa. Le quotazioni del greggio chiudono così in calo di oltre l'1%, continuando la flessione delle ultime
sedute in attesa dell'Opec, che giovedì potrebbe optare per un lieve rialzo della produzione.
La guerra dei dazi spaventa soprattutto Apple. Secondo indiscrezioni riportate dal New York Times, l'amministrazione Trump avrebbe assicurato a Tim Cook un'esenzione dai dazi per gli iPhone assemblati in Cina. Un rumors che Peter Navarro, il falco consigliere commerciale di Trump però smentisce: ''non sono a conoscenza di nessuna eccezione''
dice. Apple rischia così di trovarsi nel mezzo di una battaglia fra le due maggiori economie al mondo, che sono anche i suoi due maggiori mercati: se da un lato i dazi di Trump fanno paura, dall'altro eventuali misure ritorsive di Pechino rischiano di avere un effetto anche più pesante.
La guerra dei dazi non spaventa invece Netflix, che continua la sua corsa in Borsa dopo la revisione al rialzo del suo prezzo di riferimento da parte di GBH Insight a 500 dollari dai 400 precedenti. I titoli Netflix sono in rialzo del 103% nel 2018.
















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