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Debitone, Napoli in piazza

  • 15 apr 2018
  • Tempo di lettura: 2 min


DE MAGISTRIS PROTESTA PER IL PASSIVO “INGIUSTO” EREDITATO DAL MUNICIPIO

NAPOLI. In piazza del Municipio si ritrova la Napoli che, al fianco del suo sindaco, dichiara guerra ai poteri forti contestando il cosiddetto “debito ingiusto”, quello accumulato tra post terremoto ed emergenza rifiuti che il Comune non ha messo a bilancio e per il quale adesso chiede l’aiuto dal governo perché sia estinto. A poche centinaia di metri di distanza un altro pezzo di Napoli, con Pd, Lega e Fi assieme, scende in piazza per dire che il debito ingiusto non esiste e che Napoli va liberata sì, ma non dai debiti quanto dal suo sindaco. Visioni politiche differenti e piazze contrapposte in due distinte manifestazioni. Coreografica quella di piazza Municipio. I palloncini grigi formano due catene che legano l’edificio del Comune al palco, a simboleggiare la zavorra dei conti, con il Comune costretto a mettere in vendita i suoi gioielli di famiglia pur di evitare la messa in liquidazione. Colpa di quei vecchi debiti che pesano per circa 150 milioni di euro e che - dopo le sanzioni comminate dalla Corte dei Conti - gravano sul bilancio comunale. In piazza - secondo le forze di polizia - alla fine ci sono più di mille persone (tremila secondo fonti del Comune): centri sociali, precari, movimenti come Potere al Popolo presente con la leader Viola Carofalo, i Verdi, Dema e altre liste civiche che appoggiano la maggioranza. Dal Salento sono arrivati i No Tap. Tra i volti noti in piazza, artisti come Angela Luce e Lino D’Angiò, il maestro di judo Gianni Maddaloni che - assieme ai suoi ragazzi in kimono - porta la sua richiesta d’aiuto al governo: “Basta litigi - dice - altrimenti la periferia muore”, e sportivi come l’ex pugile Patrizio Oliva e Beppe Bruscolotti, capitano del primo Napoli scudettato. Aun San Gennaro stile Carnevale di Viareggio viene chiesto il miracolo di sciogliere il debito.Alle 12 arriva de Magistris e prende la parola. “Con questa manifestazione - spiega il sindaco che annuncia una delegazione in partenza per Roma la prossima settimana per chiedere una norma ad hoc - è iniziato il nostro contrattacco ai poteri forti e la lotta di liberazione dall’usura di Stato.Avranno il nostro fiato sul collo, e dopo questa piazza non è neanche più sufficiente cancellare il debito, ci devono risarcire, perché siamo vittime della stagione del terremoto e dell’emergenza rifiuti. Dovranno pagare anche gli interessi. E lotterò fino alla fine con le mani pulite. Fino alla vittoria”. Nel frattempo, a piazza Trieste e Trento, va in scena la contromanifestazione - qualche centinaio di persone - promossa da un cartello di associazioni unite sotto il vessillo “Verità per Napoli”. Non ci sono bandiere di partito, ma la presenza dei vertici del Pd non passa inosservata, come quella degli esponenti di Forza Italia Lanzotti e Chiosi. E c’ è anche il neo deputato della Lega Gianluca Cantalamessa. Tutti uniti dall’opposizione a de Magistris. La variegata compagnia perde pezzi all’arrivo degli esponenti di Casapound. A quel punto i vertici del Pd regionale abbandonano. “Non potevamo più condividere - spiega la senatrice Valeria Valente - la piazza con forze che non ripudiano il fascismo”. A via Toledo la terza manifestazione: in piazza ci sono quelli di Fratelli d’Italia.


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