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Def, via ai primi indici di benessere

  • 24 mar 2017
  • Tempo di lettura: 2 min

ROMA. Non solo il Pil, che Confindustria vede in miglioramento ri- spetto alle ultime stime. Per la prima volta la programmazione economica per il prossimo triennio, che il governo presenterà con il Def, conterrà anche le indicazione sul benessere dei cittadini.

Per ora solo alcuni, dall'ambiente al lavoro alle disuguaglianze sociali, che comunque daranno un primo segnale concreto di come crescita e riforme debbano essere "eque e inclusive", come ama ripetere il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.


Per il momento "sarà introdotto un numero limitato di indicatori" del benessere sostenibile, ha annunciato il ministro, sottolineando che si tratta di un esercizio "che cambia la prospettiva di politica economica". Si tratterà, ha spiegato Enrico Giovannini, ex presidente dell'Istat ora membro del comitato ad hoc per gli indicatori Bes, "di un primo set prov- visorio" che sarà integrato entro la fine di aprile per arrivare a regime il prossimo anno.

Intanto si è scelto di non perdere tempo, nonostante il lavoro del comitato per ridurre i 130 indicatori individuati dall'Istat non sia ancora terminato, "per dare enfasi" all'inno- vazione che l'Italia ha introdotto "prima tra i Paesi del G7". Gli indicatori, una volta che il meccanismo sarà a regime, permetteranno di misurare l'impatto delle riforme e delle misure prese di anno in anno con la legge di Bilancio sul miglioramento del benessere dei cittadini.

Con il nuovo documento di economia e finanza il governo sarà comunque chiamato a rivedere le stime del Pil che, secondo il centro stu- di di Confindustria potrebbero anche essere riviste all'insù (0,8% l'ultima stima sul 2017 degli industriali, mentre il governo già vedeva un più ottimistico 1% tondo). E il Def conterrà anche quella che lo stesso premier Paolo Gentiloni ha definito "l'agenda del governo" per i prossimi mesi, dimostrando che il paese non ha "ammainato la bandiera delle riforme".

Niente rischi di immobilismo da fine legislatura, è il messaggio che si punta a mandare a Bruxelles. E il nuovo piano di riforme sarà oggetto dell'incontro che il ministro avrà questa mattina presto con il vicepresidente della commissione Ue, Valdis Dombrovskis, insieme alle misure che più a stretto giro andranno prese per far quadrare i conti.

Ma la «manovrina» da 3,4 miliardi non è l'unica prova che il Governo ha davanti: "Le sfide dell'Italia - ha detto Dombrovskis - sono più ampie, c'è ancora alto debito pubblico e privato, bassa crescita e scarsa produttività" e per questo "ci aspettiamo un ambizioso programma di riforme".


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